Vincenzo Santoruvo è conosciuto soprattutto come calciatore, ma potrebbe in un prossimo futuro anche riciclarsi come osservatore. Questo è l'auspicio dell'ex centrattacco del Frosinone, che ha 35 anni e ha confermato la sua presenza al corso organizzato da Matteo Sassano ed Enrico Maria Amore per la R.O.I. Italia in quel di Ostuni. Al di là di quello che sarà il suo futuro, Santoruvo ha ancora una carta da giocarsi per fronteggiare il verdetto che lo vede in stato di squalifica per la vicenda del calcioscommesse, ed è l'Arbitrato.
“Purtroppo mi trovo in una situazione particolare, perché sono stato fermato da questa squalifica e sono sincero, ho appeso le scarpe al chiodo perché nella vita bisogna cominciare a pensare anche ad altro. C'è questa possibilità del corso, ho letto a più riprese che è una situazione interessante, e vado. Senza nessun tipo di aspettativa, comincio a scommettere su me stesso, e chi vivrà vedrà. Voglio capire attraverso questi corsi se sono in grado di fare questo ruolo di osservatore: così come mi sono messo in gioco da calciatore mi metterò in gioco sotto altre vesti”.
Nella scorsa stagione ha fatto parte della rosa del Frosinone, che era una squadra giovane, più o meno come adesso. Quanto è importante saper selezionare questi giovani, quindi quanto è importante lo scouting nel calcio di oggi?
“Ora come ora ritengo sia un aspetto fondamentale lo scouting, ma lo è anche per mettersi al pari degli altri Paesi che in questo momento vivono di vicissitudini calcistiche migliori. Quindi curare gli aspetti della preparazione dei giovani, ma bisogna anche precisare che è importante curare i giovani bravi e meritevoli. Questo è un aspetto fondamentale, e penso sia l'unica via d'uscita al momento”.
E il discorso dei giovani si applicava anche al Bari quando giocava lei, perché Materazzi lanciò diversi ragazzi in Serie B...
“Certo, quando Materazzi era a Bari diede spazio ad alcuni giovani, come ad esempio Eramo che adesso sta avendo una carriera importante. Non nascondo che all'epoca qualcuno poteva storcere il naso, però far giocare i giovani fu un'intuizione del mister perché comunque bisogna dare delle possibilità. È chiaro che se il giovane è bravo, emerge, e quello meno bravo non arriva. Se non si fanno giocare non si potrà mai sapere, però bisogna partire da prima: far creare una situazione giusta e una rete di persone competenti che possano seguire questi ragazzi”.
E un'ottima idea è la sperimentazione pratica, perché chi frequenterà il corso a Ostuni andrà a seguire qualche partita del torneo Primavera.
“Una cosa fantastica. Questo mi ha spinto a iscrivermi e credo sia una cosa molto importante vedere il giocatore sul campo e valutarne le caratteristiche. Mi hanno parlato bene del corso perché ci sono anche il direttore Pagni ed Enrico Amore, ma è importante valutare sul campo i ragazzi”.
Ha fatto riferimento alla squalifica che l'ha colpita, ma avrebbe appeso a prescindere le scarpe al chiodo?
“Ho ancora un'udienza definitiva in corso al TNAS, quindi non c'è nulla di definitivo. Avevo ancora un anno di contratto con il Frosinone e non sarei andato da nessuna parte, quindi abbiamo rescisso. C'è una sentenza che aspetto, ma non per tornare a giocare, bensì per un discorso personale: continuo a considerare la squalifica un'ingiustizia”.
Per iscriverti al corso invia una mail a diventaosservatore@roitalia.com. Per accrediti stampa all'evento lucaesposito@roitalia.com.
Autore: LUCA Esposito / Twitter: @LucaEsposito
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