Sarà pur vero che è calcio d'agosto e che non bisogna emettere giudizi definitivi dopo un'amichevole utile soprattutto a mettere benzina nelle gambe, ma a pelle c'è davvero la sensazione possa essere l'annata della svolta per la Nocerina. La buona prova disputata contro il Picerno, autorevole avversario reduce da un campionato eccellente in Lega Pro capace di mettere in difficoltà per un tempo anche la Salernitana a Rivisondoli, testimonia la bontà del lavoro svolto in "ritiro" dal tecnico Esposito e da un gruppo che ha voglia di togliersi soddisfazioni e di riportare una piazza calorosa tra i professionisti. Certo, ci si aspetta ancora qualcosa dal mercato e non bisogna sottovalutare alcun avversario, ma se davvero i molossi dovessero essere inseriti nel girone G è evidente che partirebbero con l'etichetta della favorita per la vittoria finale. Garofalo, Caccavallo, la bravura e l'esperienza trentennale del direttore sportivo Prete, la competenza di un allenatore che ha già ampiamente dimostrato il proprio valore alla guida della Gelbison: ci sono davvero tante componenti che possono fare la differenza e che stanno permettendo al pubblico rossonero di tornare a sognare dopo stagioni anonime e contraddistinte da ribaltoni societari, dimissioni, esoneri e finanche impossibilità di fare una doccia calda dopo un allenamento. Oggi è cambiato tutto, probabilmente la paura di retrocedere ha rappresentato quella spinta in più per ripartire da zero - stavolta per davvero - e per garantire competitività. Ne vince solo una e il torneo di D è uno dei più complessi e imprevedibili in assoluto, ma la Nocerina ha il dovere di provarci. Per la sua storia, per il blasone, per una provincia che ha sempre tenuto fede alle proprie radici senza legarsi ad altre realtà corregionali, per quei 100 irruducibili presenti in tutte le trasferte, per lo zoccolo duro e per quei 6000 che hanno affollato il San Francesco nella sfida play out col Francavilla confermando le potenzialità di una piazza che non chiede di vincere ma pretende di provarci. Capitan Garofalo è il simbolo del gruppo, testimonianza del fatto che la carta d'identità va in secondo piano quando la testa è quella giusta e si è professionisti a 360°. Sarà lui a dare l'esempio ai più giovani, a trasmettere ai volti nuovi senso d'appartenenza e identità. Ora, però, sarà necessario trovare il giusto equilibrio tra sana ambizione, consapevolezza dei propri mezzi e umiltà. Come detto in precedenza ci sono tutti gli ingredienti per un 2023-24 da protagonisti, per tornare a calcare palcoscenici più consoni alla forza dei tifosi e abbandonati per cause extracalcistiche che non vogliamo nemmeno più rammentare. Da qui, però, l'appello finale: occorre un salto di qualità da parte di tutto l'ambiente. Nocera, quando vuole, fa vincere le partite e sposta gli equilibri, a patto però che si tengano i piedi per terra e si dia tempo alla squadra di crescere. Accettando le sconfitte senza fare drammi, assumendo sempre comportamenti corretti utili a ripulire definitivamente l'immagine di una tifoseria che, anche in C, non avrebbe nulla da invidiare a nessuno.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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