Nonostante sia nato nel lontano 1912, l' Unione Sportiva Grosseto balza agli onori di cronaca sportiva solamente nel 1947, dove, dopo tanti anni di militanza nelle serie inferiori, sfiora per ben due volte la serie cadetta, sfuggita solo per casistiche del tutto fortuite; infatti nella stagione 1946-47 la squadra toscana perde gli spareggi promozione, mentre l'anno successivo, i biancorossi, penalizzati di un punto, non ottengono la promozione diretta.
Dopo anni di assoluto anonimato nell'inferno dilettantistico, nel 1995, i maremmani vincono il proprio girone di Serie D, venendo dunque promossi in C2, ma le condizioni economiche disperate in cui versava l'allora proprietà rendevano vano il sogno cullato dai tifosi biancorossi, i quali dovettero ingoiare un doppio boccone amaro: alla mancata iscrizione seguì il fallimento che confinò nuovamente il Grosseto in Eccellenza. L'ennesima esperienza dilettantistica durerà per ben sette anni, fin quando agli inizi del nuovo millennio le sorti del calcio grossetano subiranno un notevole cambiamento di rotta. Al timone dei biancorossi arriverà il vulcanico imprenditore laziale e attuale patron, Piero Camilli.
Come detto, la svolta "camilliana" è tangibile: in pochi anni la squadra maremmana non solo ritrova il professionismo, ma riesce addirittura a conquistare, nel 2007, una storica promozione in B.
Tra i giocatori che hanno contribuito alla rinascita grossetana s'annoverano: Alessandro Pellicori e Mauricio Pinilla, al quale, nella stagione 2009-2010 non bastano 24 gol ed il titolo di capocannoniere per trascinare i biancorossi ai play-off di Serie B.
Lo scorso anno, il Grosseto, pesantemente penalizzato per la querelle calcioscommesse, retrocede in Prima Divisione e per giunta nello stesso girone della Nocerina.
Le ultime due sfide, tra rossoneri e biancorossi, attestano una vittoria per parte. I primi ad ottenere l'intera posta in palio furono proprio i maremmani che violarono il fortino molosso con i gol di Mancino e Consonni, mentre allo stadio "Zecchini" un indemoniato Laverone, autore di una memorabile doppietta, vendicò la sconfitta subita all'andata.
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