In una recente intervista ho potuto ascoltare le parole di Fabio Liverani, e a colpirmi è stato in particolare il modo in cui ha ricordato i suoi anni molossi. Un ricordo che non ha nulla di formale o di routine, ma restituisce il peso reale di quell'esperienza nella formazione del calciatore e dell'uomo.
L'ex centrocampista ha infatti mosso i primi passi nel calcio professionistico proprio con la Nocerina, collezionando due presenze nel 1996 in una squadra rossonera che quell'anno raggiunse la doppia finale di Coppa Italia di Serie C contro il Como. Un'esperienza breve ma significativa, il primo gradino di una carriera che lo avrebbe portato fino alla Serie A e alla Nazionale italiana.
Il legame con la Nocerina
Prima di approdare in rossonero, il centrocampista romano era cresciuto nei settori giovanili di Palermo, Napoli e Cagliari. Con la Nocerina arriva il debutto da professionista, seppur con un impiego limitato a due gettoni di presenza. La stagione 1996/97 segna infatti il passaggio alla Viterbese, dove Liverani resterà per quattro annate consecutive, totalizzando 104 presenze e 18 reti in Serie C1 e diventando un punto fermo della squadra laziale.
Solo nel 2000, dopo quella lunga gavetta a Viterbo, arriva la chiamata del Perugia di Serse Cosmi, il trampolino verso la Serie A. Da lì la carriera di Liverani decolla rapidamente: nel 2001 lo acquista la Lazio, con cui vincerà la Coppa Italia nel 2004, e sempre nel 2001 arriva l'esordio in Nazionale sotto la guida di Giovanni Trapattoni, contro il Sudafrica. Liverani diventa così il primo calciatore di colore a indossare la maglia azzurra.
Da calciatore ad allenatore
Conclusa la carriera da giocatore tra Fiorentina, Palermo e Lugano, Liverani ha intrapreso quella da tecnico, passando per Genoa, Leyton Orient, Ternana e Lecce, con cui ha ottenuto due promozioni consecutive dalla Serie C alla Serie A. Sono seguite le esperienze a Parma e Cagliari, fino alla breve parentesi sulla panchina della Salernitana nella stagione 2023-2024.
Il ricordo delle origini
Nonostante la carriera lo abbia portato lontano da Nocera, Liverani non ha mai rinnegato le proprie origini calcistiche. In più occasioni ha ricordato come la gavetta nelle piazze del Sud, abituate alla pressione e alla passione dei tifosi, sia stata fondamentale per forgiare la mentalità che lo ha accompagnato per tutta la carriera, da centrocampista prima e da allenatore poi.
Per la Nocerina, poter rivendicare tra le proprie fila l'inizio del percorso di un calciatore arrivato fino alla Serie A e alla Nazionale resta un motivo di orgoglio, testimonianza di un vivaio che nel corso degli anni ha saputo lanciare talenti destinati a lasciare il segno nel calcio italiano.
~ Annalisa Capaldo
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