Riceviamo e pubblichiamo

Ho sessantanni, i capelli grigi e abbastanza rughe sulla fronte, seguo la Nocerina da quasi mezzo secolo e devo dire che non ricordo una squadra così poco combattiva come quella che abbiamo quest’anno. Vedo ragazzi con le gambe molli, con il viso sfiduciato, gente che non onora la maglia, che non sputa sangue. Questi ragazzotti, sono guidati da una persona che ha le mie stesse rughe, lo stesso colore di capelli, ma che nonostante l’età ha perso la bussola, non riesce più a far fare a quei ragazzi quello che tanto bene facevano nello scorso anno. Sinceramente, fino a sabato ero il primo a credere nella salvezza, speravo in quella scossa che prima o poi finalmente sarebbe arrivata, ed invece no. Ennesima umiliazione, ancora sofferenza, mai una gioia, attendevo la serie b da trentatré anni e  in pochissimi mesi abbiamo buttato al vento quanto di buono fatto l’anno scorso. Non voglio dare colpe, non cerco capri espiatori, non giudico più, non contesto nemmeno più, sono vuoto, spento, è come quando sei in ospedale per un tuo caro ed aspetti con ansia che escano i dottori per darti qualche speranza, ed invece arrivano e ti dicono che non c’è più niente da fare, bisogna solo aspettare. Aspettare, aspettare, siamo inermi e non possiamo fare nulla, vediamo la nostra amata Nocerina soccombere, soffrire, e spegnersi a poco a poco… e noi? Lì al capezzale stretti in un silenzio assordante pensando a tutti i bei momenti vissuti insieme. Si prega, si spera nel miracolo, ma in fondo al cuore ognuno di noi spera che quel tragico momento arrivi in fretta, per poter far ripartire la vita.

Non so se rivedrò più la serie B a Nocera, sicuramente altri 33 anni non credo di averli a disposizione.

Con affetto
Forza Molossi.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 20 febbraio 2012 alle 21:00
Autore: Fabio Vicidomini
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