In Campania conoscono tutti Gaetano Musella, attaccante, classe 1960, con esperienze nella Nocerina nel 1988, ma a Nocera forse non tutti sanno che egli ha giocato con Auteri, che è l'attuale tecnico rossonero: fu nella stagione successiva a Palermo, stagione conclusa con un terzo posto finale in C1, anche per questo egli segue molto di più la squadra molossa. Nell'intervista esclusiva concessa a Tuttonocerina.com, Musella definisce l'esperienza della Nocerina come quella più formativa dal punto di vista professionale: i giocatori lavorarono sodo, percepirono pochi soldi, ma con il loro impegno non poterono salvare la Nocerina dalla retrocessione. Ci fu poi il fallimento, quindi la rifondazione della Nocerina nelle categorie minori.
"Arrivai nell'ottobre 1987 alla Nocerina, e trovai una squadra molto forte - ricorda Musella - Mi viene in mente che alla guida della società c'era la buonanima di Orsini, e che lui lasciò perdere perché nessuno gli diede una mano. Alla fine di quella stagione la Nocerina fallì, mise in evidenza alcuni giocatori che poi hanno fatto carriera, però abbiamo combattuto da soli. Fu una esperienza importante sotto l'aspetto professionale, e mi dispiacque che qualcuno dei tifosi finì col mugugnare. La squadra era un mix tra elementi esperti e giovani, ma quando non c'è società i discorsi non erano mai quelli di dover vincere la partita dopo, ma di come fare per andare avanti".
Cos'altro può ricordare di quell'annata trascorsa a Nocera?
"C'era un rigorista che era il portiere, Oddi. Tirava anche i rigori, questo è un particolare simpatico perché poi sono andati di moda quei portieri eccentrici".
Com'era il tifoso medio rossonero?
"E' sempre stato un tifoso passionale, soprattutto i sostenitori ci chiedevano e ci imploravano di non andare via, anche se per alcuni di noi, in particolare quelli che avevano famiglia, era difficile andare avanti. C'era un dirigente, Mariniello, che di nascosto ci dava i soldi degli incassi della domenica affinché ci potessimo pagare la casa".
Poi però la sua carriera di calciatore è proseguita bene dal punto di vista dei risultati.
"Sono stato a Ischia, sono stato a Palermo, a Empoli, a Castellammare. Sotto l'aspetto professionale comunque quella di Nocera è la migliore esperienza trascorsa come calciatore".
Segue la Nocerina oggi?
"Da quando è arrivato Auteri la seguo di più, tra l'altro con l'attuale mister ho anche giocato. È un mio carissimo amico, ci conosciamo, quindi mi ha fatto enormemente piacere la promozione. E poi conosco bene anche il presidente Citarella".
La Nocerina dopo aver perso a Sorrento ha concluso il campionato al quarto posto, pregiudicando la possibilità di ottenere il piazzamento migliore.
"Eh, può anche darsi che sia stata una mossa cercata quella di arrivare quarti. Io la vedo così..."
Secondo lei quali sono stati gli errori della scorsa stagione, finita con la retrocessione dalla B alla Prima Divisione?
"Penso che sia stato determinante proprio l'avvicendamento dello stesso Auteri: si è perso un po' di tempo, perché il presidente si è ravveduto e l'ha richiamato, ma ormai non era possibile tornare indietro. Alcune decisioni sono state molto drastiche".
L'ultima esperienza da allenatore è stata a Campobasso tre anni fa. Come mai non la vediamo più su una panchina da allora?
"Perché sono subentrati dei fattori importanti. Il calcio è cambiato, il nostro ruolo è diventato simile a quello dei piloti della Formula 1: se non porti lo sponsor non alleni. Mi auguro possa esserci un progetto serio, che mi chiami qualcuno... che non voglia soldi".
Le piacerebbe rilanciarsi un giorno proprio a Nocera?
"Mi farebbe piacere. Magari non mi dispiacerebbe se la Nocerina andasse in B, magari il presidente Citarella e Pasquale Ussia potrebbero affidarmi anche la Primavera..."
Torniamo al campionato: chi può seguire l'Avellino in B?
"Mi auguro sia proprio la Nocerina, mi farebbe piacere per la piazza, che ti fa sentire importante sotto l'aspetto del tifo, mi farebbe piacere per Citarella e per Auteri. Sarebbe un'altra squadra campana ad aggiungersi all'Avellino e alla Juve Stabia in B".
Mister, c'è secondo lei un giocatore della Nocerina che può essere accostato a lei?
"Mi piace molto Negro, un ragazzo che ho visto l'anno scorso: assomiglia a me nell'ultima fase della mia carriera. Poi mi piace Evacuo, che non è proprio nel ruolo che ricoprivo io, comunque mi pare che il diesse Pitino abbia creato un organico buonissimo. Se la Nocerina riuscisse a tornare in B, parleremmo di Campania Felix, perché la Salernitana è arrivata in C1 con altre squadre campane, l'Avellino giocherà in B con la Juve Stabia, e il Napoli è in A e disputerà le Coppe Europee".
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