Ha girato abbastanza volte il mondo, Antonio Caliendo, per capire cosa funziona o meno sui campi da calcio. E soprattutto intorno.
Alla presentazione del suo libro ‘Nessuno prima di me’, ieri al Mammut Club, il pioniere dei procuratori calcistici se ne è uscito con una proposta spiazzante, insolita. Ma da tenere assolutamente in considerazione, se si tiene conto del talento di Caliendo nel percepire molto prima degli altri dove tirerà il vento nel regno non sempre dorato del pallone.
 

"Ogni società nomini tre ‘vigilantes’, o chiamateli come volete — ha detto il procuratore davanti alla platea di giornalisti e colleghi — insomma dei garanti che a fine gara redigano un verbale da consegnare all’arbitro e quindi alla Federazione. Su questo documento dovranno riportare tutte le proprie valutazioni sulla correttezza o meno della gara che hanno appena giocato".

Questione di responsabilità, di etica, per Caliendo. "I giocatori stessi sono le persone più indicate per segnalare episodi sospetti — dice il procuratore — . Nessuno, meglio di loro, può sapere se determinati gesti atletici e tecnici sono spontanei o meno in campo".
In questa proposta di Caliendo, che come prevedibile ha sollevato un vivo dibattito tra tutti i presenti, c’è davvero la volontà di riformare il calcio dall’interno. Facendo leva sulle qualità e sui valori di chi è sotto i riflettori.
 

"Credo che ci sia bisogno davvero di vivere questo mondo con una nuova mentalità — ha detto Caliendo al Mammut —. E sono fermamente convinto che l’educazione e la formazione dei calciatori sia fondamentale. Bisogna insegnare ai giovani atleti che, per quanto di successo e duratura, la loro carriera sul campo non sarà che una parentesi. La vita ‘vera’ inizierà dopo, e questi ex giocatori dovranno essere attrezzati per crearsi una nuova professione, un ruolo da affrontare con responsabilità e mostrando le qualità costuite col tempo".

Tornando al tasto delicato del calcioscommesse, Caliendo ha parlato di "regole in parte assurde e da rivedere" nell’ambito della giustizia sportiva, "specialmente sul versante della responsabilità oggettiva. Credo che il Modena rischierà poco anche dopo il deferimento, mentre a livello societario rimango dell’idea che debba essere tutto rifondato. Io penso a un’unica società col Sassuolo, che al momento è realtà molto più organizzata e con ambizioni che vanno di pari passo".
 

Impossibile, davanti al procuratore di tanti campioni, chiedere quali lo abbiano più impressionato ed emozionato al di là del mero fatto professionale.
"Come Baggio credo non ci sarà nessuno, a livello umano per generosità e di serietà. Dal punto di vista della classe, invece, vedo anche oggi giocatori eccezionali. Balotelli, per esempio, che mi fa gioire per come gioca, ma che deve mettere un po’ la testa a posto. Ma il fenomeno vero — conclude Caliendo — è Neymar del Santos. Siamo ai livelli di Pelè e Maradona".

Sezione: Notizie / Data: Mar 15 maggio 2012 alle 17:00 / Fonte: ilrestodelcarlino.it
Autore: Gerardo Boffardi
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