In un momento difficilissimo per gli attaccanti della Nocerina, abbiamo intervistato uno di quelli che nel recente passato rossonero è stato tra i più criticati, ma anche tra i più prolifici: Nicola Talamo. All'ombra del San Francesco tre stagioni, con 23 reti in 89 presenze. Ora in forza all'Acerrana con cui domenica ha siglato il primo gol, tra l'altro bellissimo.
La Nocerina è la squadra in cui hai fatto meglio in carriera
«L'emozione più bella il gol del pareggio ai play-out. Per il resto sono stati anni abbastanza difficili, adesso la situazione societaria è cambiata. C'è stato un via vai ma le emozioni restano, nonostante tutto abbiamo sempre fatto bene».
Per te che li hai giocati entrambi, è vero che c'è differenza tra il girone H e il girone G?
«Sono voci, il girone H è più spettacolare e acceso a livello di piazza, di stadi e di pubblico. Forse anche per questo si dice che è più difficile. Giocandoli, sono entrambi equilibratissimi, anche se il girone G è spento come pubblico le squadre sono sempre ostiche. Sicuramente meno impegnativo a livello emotivo ma comunque difficile».
Diverse volte sei stato criticato per la condizione fisica
«Sì, una delle mie pecche è stata avere qualche kg in più e venivo criticato. Comunque la mia costituzione è "grossa" ed a livello visivo sembrava che fisicamente non fossi pronto. Io ho sempre cercato di dare il massimo e sudare la maglia, dando il mio contributo sia da titolare che subentrando. So bene che le critiche fanno parte del gioco, sia in negativo che in positivo».
Come sono stati i derby con la Cavese del 2022-2023?
«All'andata eravamo una squadra praticamente contata, nonostante ciò abbiamo dato tutto e portato a casa la vittoria. Al ritorno eravamo più organizzati, sapevamo che vincendo avremmo evitato i play-out. C'era tanta pressione, anche se non è una scusante. Per noi non era una finale, ma di più. Poi ogni partita è una storia a sè, loro sono entrati in campo più cattivi per vendicare la partita dell'andata in cui avevano perso contro una squadra secondo loro mediocre.
Dopo ci siamo confrontati squadra, staff e tifosi e ci siamo presi le nostre responsabilità. La settimana dopo abbiamo dimostrato di meritare di salvare la categoria, nonostante una partita difficile in cui eravamo andati subito sotto».
Diverse volte hai affrontato la Nocerina da avversario, com'è giocare al San Francesco dall'altra parte del campo?
«Quando giochi a Nocera è uno spettacolo da entrambe le parti. Uno stadio che ha vissuto una storia importante, di categorie superiori. È un palcoscenico importante per tutti, soprattutto per i giovani che vogliono mettersi in mostra contro una signora squadra. Quando giochi lì ci metti il 110%».
Quando eri a Nocera leggevi cosa scrivevano i tifosi sui social?
«Diciamo che leggevano più i miei genitori, i familiari. Io cerco sempre di restarne fuori perchè vuoi o non vuoi, ti prende dentro e ti condiziona. Io come ho sempre fatto, anche quando giocavo contro, ho portato rispetto nonostante le critiche ricevute quando giocavo perché come squadra, società e tifoseria mi ha dato tanto».
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