Dopo alcune stagioni trascorse nelle giovanili della Nocerina, il centrocampista classe 1995 Vincenzo Scuotto sta ritagliandosi spazio anche nella sua avventura alla Battipagliese, nel campionato di Serie D. Non è semplice, dato che la squadra bianconera è in zona play-out e deve vincere più partite possibili, ma il giocatore napoletano ha messo insieme 22 presenze. Dopo alcuni mesi alle dipendenze di mister Fontana anche nella prima squadra della Nocerina, il giovane sente di aver imparato come stare in campo, anche se la sfortuna è stata quella dell’esclusione dei rossoneri dalla Lega Pro: senza di essa, Fontana gli avrebbe concesso l’emozione del debutto nei professionisti. TuttoNocerina.com ha intervistato Scuotto martedì, ed è percettibile l’emozione del calciatore che vive le sue prime stagioni a un certo livello.
“Sicuramente mister Fontana è stato una bravissima persona prima ancora che allenatore – commenta Scuotto – Stando a contatto con lui e con la prima squadra ho appreso tanto, sulla tattica, sul modo di stare in campo e sui fondamentali. Da un grande calciatore come è stato Fontana c’è solo da imparare”.
Continua ancora a seguire la Nocerina?
“Sì, mi tengo ancora in contatto con gli ex compagni Adiletta, Ferrara e Arena, i quali sono di Nocera e hanno accettato di rimanere. La Nocerina sta giocando un campionato tra molte difficoltà e spero possa centrare la salvezza”.
Oggi è in forza alla Battipagliese, nel campionato di Serie D. Da Squillante alle successive gestioni tecniche com’è stato il passaggio?
“Mi sono trovato bene con tutti gli allenatori che ho avuto a Battipaglia. Nella gestione Squillante all’inizio ci siamo trovati bene, anche se avevamo difficoltà dal punto di vista dei risultati, poi è arrivato mister Corino e mi ha spostato di posizione: inizialmente avevo infatti giocato da regista, e poi con Corino sono stato impiegato come mezzala. Poi da quando il presidente ha lasciato la società è arrivato Condemi e stiamo cercando di fare ancora meglio. L’importante è condurre la Battipagliese alla salvezza”.
È arrivato come presidente Carmine Pagano, che Battipaglia sportiva ha avuto già modo di conoscere. Cosa pensa possa portare un cambiamento societario?
“Prima che arrivasse i tifosi ci avevano parlato bene di lui, così come ce ne avevano parlato bene anche i giocatori di Battipaglia. Sappiamo che è una persona seria, in questo momento sta cercando di aiutare la squadra, ci sta dando molto morale, quindi noi dobbiamo fare del nostro meglio per onorare la maglia ogni domenica e portare i risultati a casa”.
Questa Battipagliese avrebbe anche margini di miglioramento. Ci sono altri giocatori che conoscono bene il girone come Odierna, Giordano e Garofalo, per fare alcuni esempi. Com’è che faticate così tanto a fare risultati?
“Sicuramente siamo giovani di grande prospettiva, ma siamo abbastanza sfortunati, e anche la condizione fisica non ci sta aiutando: eravamo stati fermi tra dicembre e gennaio per alcuni giorni senza allenarci, quindi stiamo pagando qualcosa dal punto di vista della condizione fisica. Speriamo di riprenderci e fare meglio. Dobbiamo cercare di salvarci per noi stessi e per i sacrifici che abbiamo fatto, ma anche per la nostra tifoseria”.
La zona salvezza non sarebbe neanche tanto lontana per voi, ma la Battipagliese avrà 4 partite in casa e 5 fuori. Dovrete vincere qualche partita in più, a partire da domenica contro il Sorrento.
“Certamente il Sorrento ha quattro punti in più di noi, quindi domenica sarà una partita fondamentale in ottica salvezza. Se riusciremo a vincere, probabilmente riprenderemo morale e faremo avvicinare di più i tifosi a noi, comunque ci impegneremo sempre per cercare di vincere il più possibile. Ultimamente ci siamo ripresi, l’impegno da parte nostra c’è stato, e dobbiamo continuare su questa strada”.
Se mister Fontana, nel momento in cui tornerà ad allenare, dovesse chiamare lei tra i suoi calciatori?
“Mi farebbe piacere sicuramente. Con lui mi sono sempre trovato bene, e lui mi apprezzava come comportamento e come impegno, quindi lo spero. È una bravissima persona e un bravo allenatore”.
Il suo sogno calcistico?
“Il desiderio di ogni bambino che si affaccia al calcio è poter arrivare a giocare in Serie A. Soprattutto, spero di poter giocare al San Paolo, con la maglia del Napoli, ma anche un ritorno a Nocera mi farebbe piacere, perché con i tifosi e con la piazza mi sono trovato bene”.
Ma chiaramente un ritorno a Nocera può avvenire solo se miglioreranno le condizioni?
“Penso di sì. Mi piacerebbe tanto tornare, ma bisogna che la situazione a Nocera si tranquillizzi. Lo spero con tutto il cuore, e mi auguro che Nocera sportiva possa tornare nei palcoscenici che merita, non in Eccellenza. È brutto da vedere la Nocerina là dov’è, ma spero anche per i tifosi che possa risalire”.
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