Dovunque sia andato a giocare in carriera Fabio Mazzeo ha sempre fatto gol, è una costante che per lui si ripete dal 2004. Ne ha segnati ben 30 in 3 stagioni con la maglia rossonera della Nocerina, e questo fa di lui uno dei più apprezzati dalla tifoseria molossa. Tra l’altro è arrivato secondo al premio come miglior giocatore della Nocerina, indetto da Tuttonocerina.com, e ama esaltare la cultura del lavoro mostrata da Auteri. Intervenuto in esclusiva al nostro sito, Mazzeo fa capire di avere molti rimpianti per come è finita la stagione, dai punti persi in avvio alla sconfitta di Sorrento, per arrivare all’eliminazione dai play-off patita con il Latina: essendo un vincente ne ha ben donde. Ecco le impressioni dell’attaccante della Nocerina che, ammetterà, non aveva cominciato bene la stagione e questo non lo aveva agevolato inizialmente nell’ingresso nel cuore della tifoseria.
“All’inizio magari non c’è stato quel feeling con la tifoseria della Nocerina perché non ero ancora in condizioni fisiche eccellenti, quindi ci ho messo un po’ a giocare al meglio – ha ricordato Mazzeo – Che non stavo benissimo si è visto perché riuscii a fare poco e niente; poi la condizione sia mentale che fisica è cresciuta. La squadra peraltro aveva qualità ed era bello giocare insieme. Siamo riusciti a riprenderci e ad arrivare fino ai play-off, ma non siamo riusciti a vincerli anche a causa di episodi: gli spareggi sono un po’ tutti così. Potevamo arrivare sicuramente meglio piazzati, perché alcuni punti sono stati persi. Levando le prime sei partite, abbiamo perso punti anche dopo. Non dico che potevamo arrivare molto in alto, ma pure come secondi”.
Se aveste vinto ad Avellino le cose sarebbero potute andare diversamente?
“Sì, se avessimo vinto ad Avellino sì, perché il primo posto sarebbe stato ancora più vicino. Ma non sono stati quelli i punti che abbiamo perso: perdere ad Avellino ci può stare. Sono altri i punti che dovevamo assolutamente non perdere”.
È convinto che a Sorrento si sia toccato il fondo? Anche solo un pareggio lì avrebbe significato per voi il terzo posto.
“Aver perso lì è stato molto importante sicuramente: la prestazione era da eliminare subito, e non aver fatto nemmeno un punto è stato determinante. Poi anche a Latina ho colto un palo, e loro hanno segnato con un gol da quaranta metri”.
È stato crocifisso il portiere De Lucia su tutti.
“Lo so, ma questi sono episodi che possono capitare. Io non condanno De Lucia, perché pochi minuti prima aveva fatto una grande parata su un’azione da calcio d’angolo del Latina. Non si può dire che non era attento quando il Latina ha segnato”.
Che ricordo porta con sé di Nocera?
“Devo ringraziare molto la tifoseria di Nocera, perché quando ero giovane già cominciai a conoscerla e mi appassionai. Se solo si fosse conclusa meglio quest’annata… Per me era come un segno del destino tornare dove avevo cominciato, e sarebbe stato bello vincere qualcosa di importante. Sono stato sempre bene a Nocera, a parte qualche episodio che nel calcio ci sta se non si fanno risultati”.
Citarella sembra intenzionato a lasciare la Nocerina ad altri.
“Può essere magari uno sfogo del presidente: io per come ho conosciuto Citarella ho visto in lui tanto amore e tanta passione per la Nocerina, quindi non penso mandi all’aria tutto. Spero ci sia un ripensamento da parte sua, non vedo il motivo per cui debba lasciare a meno che non ci sia un problema”.
Se resta Citarella si ripartirà con un progetto giovani: lei come giocatore esperto come ci si vede?
“Ma io ho un altro anno di contratto con la Nocerina, quindi rimarrei. Comunque sto vicino casa, ho instaurato un rapporto con il presidente che è ottimo, ma in realtà non so cosa sia successo a Citarella se ha detto che voleva lasciare. Con Citarella parlerei in qualunque momento. La priorità credo sia che lui ritorni sui suoi passi, perché non mi sembra possibile che la Nocerina possa non iscriversi”.
Con Auteri come si è trovato?
“E’ uno dei migliori allenatori che ho avuto. All’inizio ho fatto fatica a giocare sulla fascia, perché avevo sempre giocato da seconda punta, a Barletta anche da prima punta, e prima mi sentivo più presente nel gioco. È un maniaco del lavoro Auteri, perché ci tiene tanto a ogni operazione dell’allenamento. Chi lo capisce lo capisce, chi non lo capisce resta all’oscuro”.
Un allenatore a cui lei deve dire grazie?
“Sono legato a Chiancone, altro allenatore che ho avuto a Nocera. È stato uno dei primi a darmi grossa fiducia, difatti in un campionato ho fatto 17 gol con lui”.
Per lei si parla della Salernitana. Il suo futuro è da decidere?
“Sapete benissimo che per queste cose dovete chiedere al mio procuratore (Dott. Mariano Grimaldi ndr). È lui che si interessa di queste cose. Ora come ora vorrei staccare e non pensarci, ecco. Quando ci sarà qualcosa di concreto vedremo”.
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