La XXIX giornata inizia con un anticipo giocato venerdì fra Varese e Vicenza e ha visto prevalere la squadra di Maran con rotondo punteggio di tre a zero. Il risultato rispecchia l’andamento della gara, infatti, i lombardi hanno spesso tenuto il pallino del gioco in mano chiudendo, di fatto, l’incontro nel primo tempo, con Zecchin al 26’ che realizza la prima rete e a cinque minuti dal termine del primo tempo con Kurtic che mette alle spalle di Frison la palla del due a zero. Nella ripresa il Varese controlla la gara e a una manciata di minuti dalla fine Cacciatori riprende una corta respinta del portiere vicentino e porta a tre le reti. La formazione di Maran con i quarantotto punti entra stabilmente nell’area play-off. Con l’ennesima sconfitta il Vicenza annaspa nei bassi fondi della classifica con il conseguente esonero di Cagni e panchina che è stata affidata in queste ore al tecnico della Primavera Massimo Beghetto.
Il Torino espugna lo Zecchini di Grosseto con un secco tre a zero e tiene saldamente la leadership. La squadra di Ventura torna in auge per avere trovato dopo quattro mesi la vittoria esterna, per avere ritrovato Bianchi goleador e per avere vinto una gara che senza un pizzico di fortuna iniziale ( l’azione del gol di Oduamadi era forse viziata da un fuori gioco di Antenucci ) non avrebbe preso la piega giusta. Dopo il gol iniziale, il Torino ha giocato di rimessa, aspettando l’avversario nella propria metà campo. L’esperienza di giocatori come Vibes e Iori ha permesso ai granata di segnare ancora in contropiede. Il Grosseto di Guido Ugolotti si allontana ulteriormente dalla zona play-off e il presidente Camilli diventa nervoso, tanto che in tribuna sul finire della gara c’e’ stata alta tensione fra lui e il presidente del Torino Cairo. Vola qualche parola di troppo, ma fortunatamente dopo pochi minuti ritorna subito la calma. L’incontro più importante era sicuramente allo stadio Adriatico di Pescara, dove s’incontravano il Pescara di Zdenek Zeman e il Sassuolo di Fulvio Pea. La formazione modenese, seconda in classifica, cercava la vittoria per restare a un tiro di schioppo dal Torino, mentre gli adriatici dovevano e volevano vincere per unirsi al secondo posto con i romagnoli, infatti, cosi è stato. Ha vinto il Pescara al festival del gol, con spettacolo a iosa per i tifosi presenti sugli spalti che hanno stabilito il record d’incasso. Una gran bella partita che ha visto nella prima frazione di gioco in vantaggio il Sassuolo nonostante era il Pescara a comandare il gioco. Nella ripresa succede di tutto con Bianco, dei neroverdi, che si fa espellere e un minuto dopo Immobile perviene al pareggio su rigore. Il Pescara in superiorità numerica affonda i colpi e chiude con tre reti nonostante arriva la seconda rete del Sassuolo su rigore. Con la vittoria ottenuta la squadra del tecnico boemo si porta al secondo posto con una gara da recuperare.
Il Verona arriva in alto, ma non riesce a mantenere il passo delle grandi e, infatti, cade a Marassi contro una Sampdoria ritrovata sia nel gioco sia nella testa. Buona la prestazione di Romero e compagni che con una doppietta di Pozzi manda sconfitti a casa il team di Mandorlini che si è fatto superare nel gioco e nella personalità dalla formazione di Iachini che adesso rivede i play-off. Il Padova vince contro l’Albinoleffe ma si lamenta dell’operato del signor Cervellara di Taranto che sembra abbia scontentato con delle decisioni un po’ personali, abbastanza discutibili, entrambe le squadre. L’Albinoleffe è stato discontinuo e non è riuscito a sfruttare alcune palle gol e un rigore reclamato, che avrebbe messo la gara in modo diverso. Il Padova si conferma al quinto posto, mentre la squadra bergamasca resta inchiodata al terzultimo posto in compagnia dell’Empoli a quota venticinque punti. La Reggina acciuffa il pareggio in casa contro l’Ascoli, ma deve ringraziare sicuramente il giudice di gara che elargisce un rigore agli amaranto con troppa magnanimità, ma restano distante dalla zona play-off. L’Ascoli di Silva schiuma rabbia per avere perso una buona chance per allungare il passo scavalcando ben tre squadre con la vittoria che in campo meritava. Fra Bari e Crotone finisce in parità, ma fa tutto il Crotone che prima porta in vantaggio i galletti al 13’ con un liscio clamoroso di Bindi, poi a tre minuti dalla fine il solito Caetano realizza il gol del pareggio, infilando la folta difesa biancorossa. Il Bari resta a centro classifica, mentre il Crotone con il punto conquistato è appena fuori dai play-out. Al Modena, con il ritorno di Bergodi in panchina va tutto bene contro un Cittadella che si è fatto travolgere da un gioco lineare e incisivo dell’avversario. A condannare la squadra veneta ci ha pensato l’ex Ardemagni che ha infilato per ben due volte la rete di Cordaz. La squadra modenese vince la sua prima partita di quest’anno e lascia alle spalle tensione e critiche che l’hanno accompagnato per molto tempo. Nel derby toscano finisce uno a uno e tutti contenti per avere mosso la classifica che non è certo interessante per nessuno delle due formazioni. Sicuramente il Livorno ne trae più beneficio per la media inglese e per la migliore posizione in classifica rispetto ai cugini empolesi. Il ritorno di Aglietti, espulso dall’arbitro Nasca, sulla panchina biancoceleste non si sta rivelando del tutto positivo perché la classifica resta molto deficitaria. Per il Livorno un punto che fa classifica in un campionato che ha visto fallire i progetti iniziali della società.
Il derby campano fra Juve Stabia e Nocerina finisce con un pareggio per due a due con scontri fra tifosi nel dopo partita e con il veleno nella coda per la domanda che si pone il tecnico nocerino a fine gara: “Cosa faceva il presidente della Juve Stabia Manniello a ridosso dello spogliatoio del signor Velotto ( l’arbitro della gara ) nell’intervallo?“. Cosa che sicuramente quelli della Federazione, presenti al Menti, si chiederanno e chiederanno per avere una risposta plausibile. Ritornando alla partita, questa gara rispecchia fedelmente il cammino della Nocerina durante questo campionato. Gioca bene, va in gol ma poi per diversi e svariati motivi non si riesce a portare a termine una gara vincente. Nel particolare di ieri sembra che il motivo sia da individuare nel comportamento del signor Velotto di Grosseto che al 69’ concede un rigore alla squadra di casa per un fallo del tutto inesistente, riaprendo una gara che sembrava oramai in mano alla Nocerina. L’unica giustificazione ipotizzabile potrebbe essere la compensazione di un presunto rigore non dato prima alle vespe, ma cosi facendo Velotto ricadrebbe in doppio errore: il primo perché non ha concesso il primo rigore e poi il secondo perché non c’era. Il tecnico Auteri della Nocerina ha interpretato bene la gara cambiando modulo tattico e inserendo Negro come unica punta con il supporto dei tre centrocampisti mobili dietro che non davano nessun punto di riferimento ai difensori stabiesi, un po’ lenti nei movimenti. La Nocerina ha condotto egregiamente il gioco per oltre un’ora, poi, come detto, il signor Velotto esce dal cilindro un rigore che “obbliga“ la Juve Stabia a crederci nel pari, che arriva puntualmente a un minuto dalla fine per opera di Caserta. Un altro pareggio fra le due formazioni con code polemiche. Proprio come lo scorso anno.
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