Il Torino si riprende la vetta dopo avere ottenuto i tre punti a tavolino dal giudice sportivo per responsabilità oggettiva nel blackout di Padova.  Ieri giocava al "Menti" di Castellammare di Stabia, ed era intendo di Ventura non perdere, anche perché i granata erano reduci da una severa scoppola presa in casa per opera del Verona.  La Juve Stabia è sempre stata in casa una squadra che si è fatta rispettare, ma questa volta arrivava il Toro prima in classifica e per Braglia qualsiasi accorgimento tattico prudente andava esaminato, anche se a essere penalizzato, era il gioco. Stesso ragionamento sembra sia stato fatto, visto quello che hanno prodotto poi le due squadre in campo, anche dalla parte opposta, fornendo cosi alla fine una brutta gara sotto il profilo del gioco ai quasi cinquemila tifosi presenti sugli spalti. Una partita finita per uno a uno che va sicuramente messa nel dimenticatoio al più presto perché rischia di avere contorni astrusi, se si cerca di analizzarla nel suo insieme. Si può solo dire che le due formazioni hanno cercato solo di non perdere, nonostante il botta e risposta nel giro di sei minuti, e crediamo che ci siano riusciti a discapito dello spettacolo, conquistando ognuno il proprio obiettivo: il Torino di rimanere in vetta alla classifica, anche se bisogna aspettare il posticipo di domani del Pescara, e la Juve Stabia di mantenere le dovute distanze, di dieci punti, dal quint’ultimo posto.

Il Verona di Mandorlini marcia speditamente verso le prime posizioni e travolge per due a zero un Vicenza scialbo, privo di mordente e sempre più in crisi, nonostante il prodigarsi a livello tecnico tattico del neo tecnico Beghetto subentrato a Cagni due settimane fa. Il Sassuolo tiene il passo delle grandi ma quanta fatica e paura per avere ragione sull’Albinoleffe. La paura subentra nella squadra emiliana dopo la mezzora che già era sotto di due reti. Poi succedono situazioni particolari con rimonte e rigori sbagliati, uno per parte, e si continua la gara sul risultato di parità fino al 94’, quando Troianello segna e  la formazione di Pea conquista tre punti che arrivano come una manna dal cielo per come si erano messe le cose  in campo. L’Albinoleffe continua nella sua involuzione di gioco e risultati, e a Salvioni inizia traballare la panchina, proprio come il suo self - control che ieri non ha retto nei confronti di un giornalista che gli chiedeva se pensava di dimettersi. Nell’anticipo di venerdì fra Padova e Varese finisce con la divisione dei punti grazie a un gol per parte. Allo scadere dei novanta minuti la squadra di Maran raggiunge un insperato pareggio con De Luca e conquista un prezioso punto che permette alla squadra lombarda di restare in zona play-off e mantenere le debite distanze con la Reggina pur se vittoriosa in casa. La formazione amaranto vince in casa contro il Livorno che era passato in vantaggio per primo. Con due prodezze di Viola e Montiel, una per tempo, gli uomini di Gregucci riescono a cogliere un successo difficile. Per la Reggina sabato si profila un’incontro play-off poiché c’e’ la gara con il Varese. La Sampdoria chiude con l’Ascoli con il nulla di fatto e contesta aspramente, giocatori in campo e dirigenti in tribuna, l’operato del signor Nasca di Bari che, a loro dire, ha negato un rigore netto ed altre piccole ingiustizie patite nell’arco della gara. Continua la serie positiva dei blucerchiati, ma per il discorso play-off c’e’ stata una brusca frenata poco digerita da tutto l’entourage sampdoriano. L’Ascoli conquista un punto prezioso pur giocando in dieci uomini per quasi tutto il secondo tempo e conquista il terzultimo posto in classifica.

Il Bari perde contro l’Empoli e impreca contro la sorte, per il rigore fallito, e contro l’arbitro per non avere espulso il difensore Ficagna dell’Empoli in occasione del rigore in quanto ammonito prima. Per l’Empoli un guizzo da tre punti grazie a Maccarone che segna al 29’. Il Bari si perde nel gioco e non riesce a esprimersi per il meglio. Il Grosseto non sa chiudere la gara sul due a zero e il Cittadella strappa un pari importante che consolida la posizione a centro classifica.

Il Gubbio non riesce a vincere contro il Crotone anche se per tre volte in vantaggio sui pitagorici. La squadra di Simoni gioca bene e segna, ma il Crotone ha un Caetano straordinario che rimedia alle defaillance della squadra e realizza, a tempo scaduto, un rigore che permette alla formazione del duo Drago – Galluzzo di arrivare  trentuno punti in classifica.

La gara Modena-Nocerina era importante per entrambe le squadre, e bisognava vincere o quantomeno non perdere, anche se per motivazioni leggermente diverse. La formazione emiliana di Bergodi voleva allontanarsi al più presto dalla zona che scotta e cercava conferme e la vittoria per vedere, in effetti, se era un Modena in ripresa. La Nocerina voleva dare un seguito alla vittoria ottenuta sul Gubbio e cercare di agganciare la squadra che era al penultimo posto. Niente da fare per i ragazzi di Auteri. Oramai è un cliché visto troppo volte in questo campionato, che si conclude spesso con una sconfitta che lascia, il più delle volte,  motivi di rammarico. La Nocerina di quest’anno sembra essere come un giocattolo che è caricato a metà e quindi si muove bene all’inizio ma subito dopo, esaurisce la carica e inizia a fermarsi con movimenti sempre più lenti. Non è ammissibile in una squadra come la Nocerina, che ha impellente bisogno di fare punti, trovare in ogni gara, giocatori che commettono errori gravi (leggerezze, disattenzioni o cali di forma ), tali da compromettere di solito il risultato, mostrando limiti d’incapacità nel conservare il vantaggio acquisito. 

 

Sezione: Punto sul campionato / Data: Dom 18 marzo 2012 alle 19:00
Autore: Giuseppe Franzò
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