STORIA NOCERINA: i primi incontri ufficiali

Gli anni '20, i primi incontri ufficiali
12.06.2011 09:00 di Massimiliano Bruno  articolo letto 3167 volte
Archivio Senatore
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Il 1918 segna finalmente la fine delle ostilità; la grande guerra lascerà sul campo milioni di morti, ed un’Italia più unita con le annessione del Trentino e poi di Trieste, però con una grave crisi economica (peraltro generalizzata in tutto il mondo), che sfocerà proprio nelle ribellioni sociali e nel fascismo dopo pochi anni. Il calcio, fermatosi per l’evento bellico, ricompare nel 1919, con il massimo campionato suddiviso in varie fasi regionali e poi nazionali; continuerà proprio in quegli anni il mito della Pro Vercelli, dominatrice del torneo nazionale a cavallo della grande guerra.

E a Nocera? Beh nell’agro la nostra AGN continua la fase di amichevoli, non avendo ancora attività ufficiali: si susseguono amichevoli anche di un certo prestigio nel 1919 con la Cavese (0-0) e con la Fortitudo di Torre del Greco (1-0), e soprattutto con la giovane Salernitana appena fondata, 2-1 il finale con goal decisivo di Michele Sellitti (primo incontro della storia tra le due compagini); siamo nella preistoria del calcio moderno, ma già allora cominciano le prime schermaglie campanilistiche, con le cronache sportive dell’epoca, che nel capoluogo parlavano di “Assist del pubblico per Sellitti, per il punto decisivo”, mentre a Nocera il Risorgimento Nocerino replicava con un “Punto validissimo” segnato dall’appartenente alla “dinastia” dei Sellitti.

Con l’inizio degli anni ‘20 si fa poi sul serio con i primi incontri ufficiali; a presiedere la carovana rossonera Salvatore Buonocore, e ci resterà fino al 1930. Nel 1921 avviene una spaccatura all’interno della FIGC: si costituisce la CONFEDERAZIONE CALCIO ITALIANA, nella quale confluisce la Federazione Calcio Sud, ed il campionato italiano si sdoppia; tutte le squadre meridionali aderiranno al neonato CCI, e nel 1922 verranno assegnati addirittura due scudetti. In Campania, poi, il nocerino Antonacchio, entra a far parte del neonato comitato campano presieduto dall’ing. Tarantini, che organizza il campionato di prima divisione, l’attuale serie A, a carattere regionale. La Nocerina chiede l’iscrizione, ma lo stesso comitato stabilirà che solo uno spareggio tra i rossoneri e la Cavese, potrà determinare l’altra squadra che parteciperà al campionato, insieme a Savoia , Stabia, Puteolana, Salernitana, Bagnolese e le napoletane Naples ed Internazionale Napoli. Lo spareggio si terrà in partite di andata e ritorno e rappresenta il primo incontro ufficiale: il 16 ottobre al Piazza d’Armi a Nocera si vince nettamente per 3-1; nel ritorno a Cava l’incontro è molto nervoso in campo e sugli spalti, girandola di emozioni e 2-2 finale con recriminazione aquilotta per il 3-2 annullato grazie alle proteste della folla nocerina, già da allora molto presente ed accorsa in massa nella vicina città metelliana.

Nocerina in A? Neanche per sogno, giorni convulsi seguono il secondo match: dapprima il Comitato campano omologa il risultato, ammonendo i nocerini a dare garanzie per il campo sportivo con comportamento dei tifosi disciplinato, e poi, il 31 ottobre, pochi giorni prima dell’inizio del torneo, la esclude con una blanda motivazione “Per non aver giocato il campionato di Promozione”, che sa di beffa e registra la prima grande delusione nella centenaria storia nocerina. L’anno dopo si ripete lo spareggio, sempre per il sogno chiamato Prima Divisione (attuale serie A), questa volta arrivano due pareggi; dopo l’1-1 di Nocera uno 0-0 a Cava, ancora con contorno di tensione tra i tifosi: si aprono le porte ad un ennesimo spareggio, sul campo neutro di Bagnoli. Questa volta, a mettersi contro la Nocerina, anche la sfortuna dei militari che non ottengono il nulla osta per giocare la partita dal Distretto Militare, condannandoli alla sconfitta a tavolino.
Ecco i primi eroi a strisce rossonere ad iscrivere il nome nell’albo d’oro con i due spareggi disputati, schierati secondo il metodo diffuso dell’epoca, la cosiddetta Piramide, nata in Inghilterra con il Blackburn nel 1884 e diffusa nel mondo fino alla fine degli anni ‘20:

Portiere
2 Difensori (fullback)
3 Centrocampisti mediani (halfback)
Ala destra, mezzala destra, centravanti, mezzala sinistra, ala sinistra.

Queste le formazioni della Nocerina:
1921: Fresa; Sellitti I, Fruggeri, Conetti, Baldini, Rigatti; Berti, Vitagliano, Sellitti II, Comei, Bonaldi.
1922 : Bartoli; Sellitti I, De Biase; Torre, Sarti, Caratti; Vitagliano, Iannone, Giuliani, Comei, Bonaldi. (foto)

Purtroppo questa prima apparizione nazionale andò male, e nel 1922 la Cavese poté fregiarsi del merito di giocare l’allora serie A con Stabia, Internaples, Bagnolese e Savoia; per i biancoscudati di Torre ci sarà addirittura l’onore di arrivare alle finali nazionali, e l’anno dopo alla finalissima scudetto, persa con il fortissimo Genoa di Da Prà, Renzo De Vecchi e Burlando, e dei nove campionati vinti. Per la Nocerina l’amarezza di aver sfiorato la massima serie: due occasioni che non ricapiteranno più, almeno fino ad oggi………………