Mister, oggi è un giorno speciale. Racconti la sua storia in breve, da ebreo che ha sofferto: " Mi chiamo Ernő Erbstein, il vero nome in ungherese. Nacqui nel 1898 a Nagyvárad, oggi città della Romania col nome di Oradea, nella parte ungherese dell'Impero Austro-Ungarico. Giocavo da mediano nel Bak, squadra di Budapest. Mi diplomai per poi lavorare come agente di borsa ". Il suo arrivo in Italia ? " Prima Fiume quando era ancora italiaa, quindi Vicenza. Ma successivamente il lavoro mi portò in America, giocai col Brooklin Wanderes. Quando tornai in Ungheria, cominciai a studiare tattica e preparazione atletica, insomma da mister, come dite voi". In Italia lei tornò nel 1928, giusto ? " Esatto, mi chiamò il Bari per allenare. Poi sono passato da voi, alla Nocerina, un periodo eccezionale, ci togliemmo tante soddisfazioni, quindi a Cagliari per vincere il campionato, di nuovo Bari e poi la Lucchese". Poi succede qualcosa... " Qualcosa ? Le leggi razziali. Le mie figlie non potevano più andare a scuola. Andai al Torino perchè in qualche modo riuscivo a giustificare l'iscrizione delle bambine ad una nuova scuola privata. Poi la situazione precipitò, con l'aiuto del Torino riuscìì a scappare nella mia Ungheria con tutta la famiglia, niente calcio, diventai rappresentante tessile ". I guai però aumentarono... " Nel 1944 l'Ungheria venne occupata, per me ci fu l'esperienza in un campo di lavoro. Scappai, ci fu clandestinità per me, presso il consolato svedese, rimasi lì fino all'arrivo dei russi ". Finita la guerra, di nuovo Italia... " Il Torino mi fece direttore tecnico, una squadra di campioni, il Grande Torino appunto, con Mazzola e altri fenomeni. Ma il destino ci tirò un brutto scherzo. Era il 4 maggio del 1949, rientravamo dalla partita a Lisbona, l'aereo si schiantò sulla basilica di Superga. Tutti morti, anzi tutti qui sopra da quel giorno, a parlare di pallone e a ricordare gli anni fantastici ". Mister, lo sa che i tifosi di Nocerina e Torino sono legatissimi nel suo nome ? " Certo, ho saputo, mia figlia Susanna, che sta giù in terra, me lo scrive in una specie di diario che io di tanto in tanto vado a sfogliare approfittando dei momenti di svago che il Signore di qui sopra ci concede. E' bellissimo, due squadre che mi sono rimaste dentro. Adesso vado, oggi è il giorno della Memoria, voglio salutare tutti i fratelli ebrei che incontro sulle nuvole "
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