DE PETRILLO: "Due volte ho allenato la Nocerina. I derby con la Paganese sono stati sempre accesi. Pitino è stato un mio calciatore"

22.02.2013 21:00 di LUCA Esposito   Vedi letture
DE PETRILLO: "Due volte ho allenato la Nocerina. I derby con la Paganese sono stati sempre accesi. Pitino è stato un mio calciatore"

Quando a mister Lino (al secolo Aquilino) De Petrillo viene ricordata l'esperienza trascorsa alla guida della Nocerina, sembra che dal tono della sua voce si percepisca una certa commozione. Nocera è stata un punto importante della sua carriera di allenatore, anche perché ha allenato la squadra di Nocera Inferiore per ben due volte nel ’73-’74 e nell’’84-’85, sempre in terza serie; ha avuto le sue opportunità anche in altre piazze della Campania, è dunque un conoscitore delle realtà di questa regione. Oggi ha 79 anni, dalla natia Roccamonfina si è spostato un po’ dappertutto a causa del suo lavoro, e da qualche tempo si è stabilito a Pisa. Anche il figlio Alessio è allenatore di calcio avendo guidato tra le altre il Monza e il Gubbio, e si racconta che proprio Alessio De Petrillo fu riconosciuto come il figlio dell'ex tecnico della Nocerina a Pagani, quando il suo Gubbio qualche anno fa ha dovuto affrontare la Paganese a Pagani, nell’occasione fu fischiato dai tifosi locali memori dei derby con i molossi allenati proprio da De Petrillo padre: fu un "derby" anche quello. Tuttonocerina.com ha rintracciato l’ex mister della Nocerina che gentilmente si è concesso in esclusiva ai nostri microfoni.

"Nella stagione '73-'74 – ricorda De Petrillo – potevamo contare su una grandissima squadra, competitiva, e perdemmo la promozione diretta alla fine. Ricordo che fu un affare tra noi, il Lecce e il Pescara. Il Lecce era quasi andato in Serie B, doveva giocare una delle ultime partite esterne a Marsala, ma lì mancava un arbitro. A quel punto mi raccontarono che lo speaker aveva annunciato la necessità di un arbitro federale (eventualmente recatosi ad assistere alla partita tra gli spettatori) per sostituire quello che mancava, e fu un certo Lombardo a proporsi. Il Lecce rifiutò di giocare per questo imprevisto, ebbe la partita persa e un punto di penalizzazione. Per questa ragione il Pescara fu promosso in Serie B. E' curioso ricordare quell'episodio perché oggi questo Lombardo mi pare sia uno dei massimi esponenti dell'Aia siciliana".

Com'era la prima Nocerina che lei aveva allenato?

"Indubbiamente avevamo una grande squadra. Avevo giocatori importanti per la categoria, qualcuno dei quali poi vendemmo al Lecco in Serie B, parlo di Mambrin e di Cremaschi. Poi ricordo che la società aveva un ottimo rapporto con il Catania, perché prelevammo Caruso e al Catania demmo Chiancone, che non fece proprio benessimo in terra siciliana".

Poi lei è tornato una seconda volta al tempo in cui il presidente della Nocerina era Orsini.

"E' vero: era il campionato di C1 ’84-‘85. Eravamo quasi in salvo, solo che poi alla fine della stagione avvennero delle cose un po' strane. A Foggia vincevamo 1-0, ci diedero un calcio di rigore contro e finì in parità. Per proteste venni espulso e quindi non potei andare in panchina nella successiva partita interna tra noi e il Palermo".

Un tasto dolente quella partita Nocerina-Palermo.

"Sì, dolente: come già detto non ero in panchina perché squalificato, e vidi la partita dai distinti. Eravamo in vantaggio per 1-0 con gol di Roccotelli, e sul risultato favorevole ci fu negato un rigore; così sull'azione susseguente un attaccante del Palermo entrò nella nostra area, Torchia - l'allora portiere rossonero - uscì e l'arbitro, un certo Bruni di Arezzo, concesse un rigore per i nostri avversari. Fu battuto e trasformato quel rigore, poi però non si capì più nulla! Cancelli sfondati, arbitro picchiato, e la Nocerina fu costretta a giocare le partite interne rimanenti in campo neutro, e retrocedemmo in C2. Fu un peccato, perché comunque avevamo una squadra molto valida: avevamo vinto ad Agrigento, poi con la Reggina, con la Ternana, quindi i presupposti c'erano. Dopo quell'episodio con il Palermo il nostro presidente, la buonanima di Orsini perse la pazienza, non ci pagò più, e lasciò la società. Da allora senza più l'acqua calda al campo, non più il vitto, insomma, accaddero una serie di situazioni che incisero sul nostro morale. Fu un grande peccato, perché è stata una brutta conclusione".

Fu però’ richiamato dal club anche una terza volta...

Si in C2. Alcuni dirigenti mi chiamarono, iniziai la preparazione ma poi lasciai una settimana prima del campionato perché non avevo avuto garanzie sufficienti”.

Torniamo ai giorni nostri: mister De Petrillo, lei segue la Nocerina attuale?

"Come no. Domenica scorsa sono stato nella sede di un'emittente televisiva di Pisa e ho detto che la Nocerina poteva essere un avversario pericoloso. Magari sarà difficile vincere il campionato, ma sarà una brutta gatta da pelare nei play-off, perché è una squadra costruita bene. Tra l'altro a costruire quest'organico della Nocerina è stato Marcello Pitino, che è stato mio calciatore a Benevento, un bravo ragazzo che ricordo con tanto affetto. Conosco inoltre Gaetano Auteri, perché anche nei periodi in cui allenavo Catania e Messina a volte trovavamo di fronte proprio lui perché giocava come ala ed era un buon calciatore".

C'è un consiglio che lei darebbe alla Nocerina per il meglio?

"Alla Nocerina non è che posso certo dare dei consigli. Tutt'al più consiglierei ai tifosi della Nocerina di stare vicini alla loro squadra, perché essa ha bisogno di loro. I tifosi nocerini fanno la differenza in tutte le categorie, e io porterò sempre nel mio cuore il ricordo di Nocera. Comunque ho sempre un buon ricordo di tutte le squadre che ho allenato, anche di Benevento, Cosenza, Catania, Messina, quindi faccio ancora il tifo per queste squadre. Tra l'altro mi sentivo spesso telefonicamente con il giornalista Di Florio prima che purtroppo morisse: venivo spesso da quelle parti per essere ospite in televisioni private. Ricordo sempre che venivo accolto con grande rispetto dai tifosi quando camminavo per le strade cittadine. Sono anche io del Sud e so la passione che c'è da quelle parti".

Oggi si fa un gran parlare del derby Paganese-Nocerina, se sarà giocato a Pagani, se sarà giocato a porte chiuse, o in campo neutro... Ma ai tempi in cui allenava, i derby com'erano?

"Prima era tutto più bello: si giocava a Pagani e a Nocera, e c'era una cornice stupenda. Ricordo che a Pagani la mia Nocerina vinse per 2-0, e i derby sono stati sempre accesi con la Paganese. Un episodio che potrei raccontare è che da Nocera si radunarono in piazza più di mille persone per poi partire verso lo stadio di Pagani; poi a fine partita successe di tutto: botte da orbi, addirittura sul tetto degli spogliatoi ci fu una gru che sfondò il soffitto".

Qualche altro ricordo?

"Potrei raccontare ancora dei tifosi: quando allenavo la Nocerina io abitavo al centro della città, parlo del '73-'74. I tifosi venivano ogni sera sotto la mia finestra e cantavano in coro: 'De Petrillo, portaci in B!' Un ricordo che non potrò mai dimenticare. Se la Nocerina andrà in Serie B a fine stagione, io vengo volentieri, se la città mi ospita. Ho i colori rossoneri sempre nei mio cuore".


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