LETTI PER VOI: Il destino nelle mani, scritto dall'ex molosso Luca De Prà

03.06.2018 18:43 di Fabio D'Alessandro  articolo letto 272 volte
LETTI PER VOI: Il destino nelle mani, scritto dall'ex molosso Luca De Prà

Luca De Prà: lo ricordate? Alla Nocerina, negli anni ottanta, fu secondo portiere per un anno, alle spalle di Torchia. Ora fa parte dello staff del Genoa alla voce preparatore dei portieri. Suo nonno fu portiere simbolo del Genoa e della Nazionale dei pionieri. Si chiamava Giovanni, un mito. Luca, per onorare il nonno, ha scritto un libro: Il destino nelle mani. Ecco il nipote ex molosso: "Nonno Giovanni è stato uno dei precursori dei portieri di oggi. Lui mica stava in porta ad aspettare il pallone. Lui aggrediva l'area, usciva alto. In questo senso fu fondamentale l'esperienza avuta con Scott, il portiere del Liverpool.  Il collega inglese aveva già affinato questa nuova impostazione e si scambiarono suggerimenti. Il nonno inventò le barriere doppie, con due uomini a coprire il primo palo e due a coprire il secondo". Storica la sfida con Zamora, «el divino», il portiere spagnolo che affrontò più volte in nazionale. A Milano ci fu un'amichevole, per così dire. De Prà restò in campo con ematomi, tagli alla testa, i segni di tacchetti ovunque e di gomitate alla nuca. All'ultimo salvò la porta e finì zero a zero, la vittoria dei due portieri più forti. Gli venne consigliato il ricovero, preferì un sedativo a base d'oppio, tornò in albergo e partecipò alla cena della Federazione. Luca prosegue nel ricordo personale oltre che calcistico: "Di lui ricordo tante cose splendide, ma ho anche un aneddoto calcistico. Iniziai a giocare in porta quasi per caso. A quattordici anni ero troppo alto e sgraziato per fare l'ala sinistra. Mi spedirono in porta, l'anno dopo giocai titolare in prima squadra nel Quinto. Mi notò la Sampdoria e mi chiamò per un allenamento. Poi, l'anno successivo, mi chiamò per iniziare la stagione. Dovevo dirlo a mio nonno, ero preoccupato, essendo lui genoano per sempre. Lui era già in clinica, malato. Trovai il coraggio, lui non si scompose, mi disse di andare, che l'importante è sempre essere seri, leali, onesti".