L'ex PITINO a TN: "Avevamo pensato a Pogba prima che si rivelasse un fenomeno..."

06.12.2014 21:00 di Orlando Savarese  articolo letto 4468 volte
© foto di TuttoNocerina.com
L'ex PITINO a TN: "Avevamo pensato a Pogba prima che si rivelasse un fenomeno..."

In tanti ricordano Marcello Pitino come un ottimo ds perché le squadre che forma nel girone di ritorno spesso riescono a scalare più posizioni o a fare più punti rispetto a quelli del girone d'andata. Una dote che in molti gli hanno riconosciuto, che si è verificata in particolare a Barletta, ad Andria e anche alla Nocerina, anche se le rimonte nel caso dei molossi non furono sufficienti per raggiungere l'obiettivo sperato. Come il ds racconterà nell'intervista rilasciata a TuttoNocerina.com, l'idea che avrebbe potuto realizzare e che non si è concretizzata per la fatalità della mancata riammissione in B, aveva un nome importante: Paul Pogba. Prima che il franco-senegalese della Juve esplodesse come qualità e rendimento, naturalmente. Anche se la trattativa vera era quella costituita da Nicola Leali, il portiere che oggi è titolare in A.

"Ricordo che nel gennaio del 2012 il presidente mi chiamò, e che riuscimmo a fare un'operazione importante di restyling della squadra nel campionato di Serie B. Eravamo quasi spacciati e riuscimmo quasi a compiere il miracolo di condurre la squadra alla salvezza. Una serie di problemi condizionarono il nostro cammino purtroppo. Poi retrocedemmo, ma per alcuni giorni sembrava che potessimo essere riammessi, poiché il Grosseto era a rischio esclusione, poi però si decise di riammettere in B solo il Vicenza e noi ritornammo in Prima Divisione".

A posteriori, sottolineerebbe la lealtà del Pescara?

"Adesso parlare di queste cose non ha senso in questo momento, ma il Pescara giocò la sua partita, è vero, la giocò lealmente, ma furono altre le situazioni che non ci consentirono di rimanere in B".

Ricostruiamo la stagione 2012-2013: la Nocerina partì in sordina nella Prima Divisione, ma rimontò diverse posizioni fino a quando non perse il play-off contro il Latina.

"Per dieci-quindici giorni siamo stati in Serie B, quindi siamo partiti in un primo momento per formare una squadra idonea a giocare in Prima Divisione, e mentre eravamo in ritiro ci arrivò la notizia di una possibilità di ripescaggio nella categoria superiore. A quel punto ci trovammo a dover fare a meno di alcuni giocatori preferendone degli altri, e anche un attaccante come Merino, che era stato preso per la B, si ritrovò a giocare così come altri in Prima Divisione. Quel periodo lo pagammo in maniera pesante perché ci impiegammo due mesi a ritrovarci: l'allenatore dovette lavorare prima con un gruppo di persone e poi con un altro. Pagammo anche con l'ambiente questo problema, e tutto ciò non ci ha consentito di partire così bene da tornare in B. Probabilmente nel girone di ritorno abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, a parte in alcuni momenti topici come la partita di Avellino persa nel secondo tempo: accusammo il colpo, e per arrivare ai play-out avemmo un abbattimento di tensione. Poi finimmo al quarto posto, giocammo la prima gara di spareggio in casa col Latina, e con i due risultati uguali passarono loro. Magari se avessimo potuto giocare in casa il ritorno, le cose sarebbero andate diversamente. Il gol del Latina fu un episodio spiacevole".

Poi la Nocerina è precipitata in Eccellenza...

"Prima che cominciasse lo scorso campionato il presidente aveva intuito che quello sarebbe stato un anno sabbatico, nel quale non c'erano retrocessioni. Inizialmente aveva deciso di continuare con me, poi per problemi societari avvennero delle difficoltà, la società venne salvata all'ultimo momento e dovette cambiare strategie. Poi quello che è successo a Salerno l'ho saputo attraverso la stampa. La retrocessione in Eccellenza è stata grave, perché non essendoci retrocessioni si sarebbe potuto rigenerare qualcosa, e ripartire dall'Eccellenza è un peccato: Nocera la considero una delle piazze più importanti per la tifoseria che ha".

Il ricordo positivo di Nocera?

"Di positivo ricordo le rimonte. Quando arrivai nel campionato di Serie B, in gennaio, facemmo un girone di ritorno eccezionale. Poi in quello di Prima Divisione, a parte la defaillance iniziale fu tutto un rincorrere positivo. Poi ricordo anche la voglia di fare calcio che c'era, potrei ricordare la vittoria di Benevento, oppure quella di Vicenza in un momento in cui sembrava che fossimo spacciati".

Ci crederebbe che in Eccellenza alla prima giornata di campionato gli spettatori furono 1500 in casa a Nocera Superiore?

"Ci credo eccome. Secondo me non c'entravano nello stadio di Nocera Superiore: lo zoccolo duro della tifoseria della Nocerina è uno dei più forti, non posso scordare le partite con Verona, Padova, in cui non c'era un posto vuoto al San Francesco, quindi non mi fa assolutamente meraviglia che a Nocera Superiore si siano presentati millecinquecento tifosi".

Direttore, è vero che in caso di riammissione in B nel 2012 avevate tentato di prendere in prestito nientemeno che Pogba?

"In quei dieci giorni di transizione stavamo trattando un portiere, che era Nicola Leali, e insieme a Leali in quel momento ci poteva essere un'opportunità. Avrebbe dovuto accettare anche il calciatore, c'erano poi delle cose da fare, però il nome di Pogba fu fatto. In quel momento era un periodo in cui la Juventus l'aveva ingaggiato e all'epoca Conte non lo vedeva molto. Io andai a osservarlo in occasione dell'amichevole di Villar Perosa, quella che la Juve gioca con la seconda squadra, era un giocatore conosciuto Pogba almeno agli addetti ai lavori, ma non rientrava all'epoca nei parametri della Juve. Poi, come spesso succede, giocatori così dimostrano il loro valore, magari la cosa con la Nocerina non si sarebbe fatta, ma assieme a Leali c'era magari l'opportunità nel caso fossimo stati riammessi in B. Non so come è venuto a saperlo lei questo aneddoto, ma è inutile andare a rivangarlo, perché c'è da mordersi le mani, pensando a come si sarebbe potuto sviluppare il lavoro a Nocera... Il rammarico c'è".

Di cosa avrebbe bisogno la Nocerina per riprendersi?

"Credo sia un momento di difficoltà, storicamente penso che a Nocera si ritroveranno gli equilibri per riportare la Nocerina nei livelli che merita. La passione che c'è a Nocera è talmente tale che sicuramente si troveranno quei supporti giusti".