L'ex DE FRANCO: "A Nocera bella esperienza. Fontana? Non so, io conosco un altro Fontana"

15.11.2014 21:00 di Orlando Savarese   Vedi letture
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
L'ex DE FRANCO: "A Nocera bella esperienza. Fontana? Non so, io conosco un altro Fontana"

Per molti Ciro De Franco è diventato un eroe nella giornata della sospensione di venticinque minuti di Matera-Salernitana: il difensore materano è stato infatti il primo a soccorrere l’attaccante granata Ettore Mendicino nel momento in cui si era accasciato. La cosa incredibile è che De Franco ha agito per istinto, forse aveva sentito che più volte il sistema che ha adoperato ha salvato delle vite. La cosa che più conta è che Mendicino si sia ripreso, anche se dovrà osservare delle cure dopo i controlli. De Franco racconta a TuttoNocerina.com quei momenti vissuti in presa diretta, e poi ricorderà anche la parentesi importantissima con la Nocerina che venne promossa in B.

“Non mi sento un eroe, ho fatto semplicemente quello che gli altri avrebbero fatto per me. È stato un fatto istintivo, non l’avevo mai visto fare questo gesto ma avevo sentito che questo poteva aiutare Ettore Mendicino a superare il problema. Ho avuto più freddezza forse rispetto agli altri che magari avevano accusato il colpo. Ho cercato di tenergli ferma la mandibola e tirare via la lingua che si era girata all’indietro, se non l’avessi fatto lui sarebbe potuto morire. Dovevo pensare a salvargli la vita, ma ho rischiato anche di lasciarci qualche dito della mano perché nessuno ha visto che ho giocato con una fasciatura, ma vale più una vita che altro”.

Come se ne è accorto che qualcosa non quadrava?

“Ho visto che un calciatore della mia squadra faceva segno all’ambulanza di dover intervenire, c’era anche Tuia che era preoccupato, e allora mi sono precipitato verso Mendicino. La cosa più bella è stata quando è arrivata l’ambulanza. Ettore si era già ripreso, già quando sono arrivati i soccorsi aveva dato segnali di aver ritrovato conoscenza”.

Al di là di questo, volente o nolente, ha salvato la vita di un calciatore.

“Sì, quello che conta è che Ettore (Mendicino ndr) si sia ripreso. Gli abbiamo mandato un messaggio e andremo sicuramente a trovarlo per non fargli mancare la nostra vicinanza”.

Intanto avete perso con la Salernitana. Al di là della sconfitta quanto può aver influito la vicenda?

“Sono scusanti. È vero che c’è stato chi ha preso paura per quello che è successo, ma quello che è accaduto poteva aver condizionato anche i nostri avversari. Ognuno vive in maniera diversa queste situazioni. E faccio anche i complimenti all’arbitro perché ha mantenuto la calma concedendo anche mezz'ora di sospensione: se le cose fossero peggiorate, noi giocatori saremmo stati disposti a non giocare”.

Intanto lei è stato schierato in campo spesso col Matera, ripagando la fiducia di Auteri.

“Sì, il mister mi conosceva dai tempi di Nocera, e anche lì ho sempre dimostrato di essere un professionista. Molti mi davano per spacciato, ma sto bene e sento che sto fornendo un ottimo contributo al Matera”.

Lei ha ottenuto anche una promozione in B con la Nocerina: quanto è spiacevole per lei vedere la squadra retrocessa in Eccellenza?

“Indubbiamente ho un ricordo bello di Nocera, che merita altri palcoscenici: mi dispiace che sia caduta così in basso. Auguro alla squadra, ai giocatori e a tutto lo staff di riuscire a portare questa piazza là dove merita”.

Cosa successe di tanto spiacevole con mister Fontana nella scorsa stagione alla Nocerina?

“Non vorrei parlarne, io conosco solo un calciatore che si chiama Fontana, e fa il portiere”.