L'ex ACCARDI a TN: "Bisogna creare un ambiente positivo a Nocera"

30.11.2014 21:00 di Orlando Savarese   Vedi letture
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
L'ex ACCARDI a TN: "Bisogna creare un ambiente positivo a Nocera"

Occorre creare soprattutto le condizioni giuste affinché le maggiori forze imprenditoriali sul territorio possano investire nuovamente nel calcio a Nocera Inferiore e proporre un programma degno di una piazza che tre anni fa era stata promossa in B. Guglielmo Accardi, come ex nocerino, è deluso di vedere la squadra per la quale aveva giocato in passato nel campionato di Eccellenza, ma si può vincere solo così. Accardi oggi è il direttore sportivo della Casertana, sa quindi come si fa a scegliere i giocatori funzionali per un progetto tecnico, e proprio a proposito di tutto ciò parlerà domenica 14 dicembre al seminario di San Mango Piemonte organizzato dalla Rete Osservatori Italiana di Matteo Sassano. Ecco cosa ha detto Accardi a TuttoNocerina.com.

“Per come intendo io il ruolo di ds, lo scouting è importante, quindi è importante andare quotidianamente sui campi e avere una conoscenza diretta dei calciatori in chiave mercato. Dopotutto il calciomercato si concretizza con la proposta, l’offerta per giocatori con i quali bisogna avere conoscenza. Non si può mai perdere questa componente che è quella di andare direttamente a osservare i calciatori sui campi per avere il giusto bagaglio di conoscenza”.

Lei sarà uno dei relatori di San Mango Piemonte. Di cosa parlerà?

“Parlerò di quella che è stata la mia esperienza di osservatore al ChievoVerona, dal 2005 al 2009, quindi spiegherò come era impostato questo settore al Chievo. Racconterò anche quello che sento di aver tratto io da questa esperienza, perché poi sono diventato direttore sportivo”.

Perché alla Casertana è stato chiamato Salvatore Campilongo? Sappiamo che il giorno della sua presentazione c’è stato anche del dissenso da parte di una parte della tifoseria verso la scelta del mister.

“C’era da risolvere questo malinteso di una frangia della tifoseria con Campilongo, l’abbiamo risolta facendo chiarire le situazioni con un confronto, e superata questa piccola problematica lui si è calato bene in questa nuova avventura. È cominciata bene perché c’è stata la vittoria con l’Ascoli in Coppa. Campilongo è stato scelto per i suoi trascorsi, ha interpretato bene il 4-3-3 che è un modulo che ritengo confacente a questa squadra”.

In rosa avete giocatori di prima fascia, ma quale dovrà essere il campionato della Casertana da adesso in poi?

“Abbiamo cercato di dare un’accelerata a quelli che sono gli obiettivi della società attraverso il cambio tecnico. Per come è l’andamento del girone dobbiamo cercare di spingere al massimo per cercare di restare attaccati al carro delle migliori squadre. Vogliamo esserci, ecco perché vogliamo cercare di far fare alla rosa un salto di qualità”.

Il mister ha detto che vorrebbe lavorare con un massimo di 23 calciatori, e spera in una punta centrale nel mercato.

“Questo dipenderà dalla nostra posizione di classifica in prossimità del mercato, e opereremo nell’interesse della società e della squadra”.

Il suo futuro dove se lo vede? Sappiamo del suo legame con Lombardi fin dai tempi del Savoia.

“Diciamo che il rapporto è molto forte con Giovanni Lombardi, ed è chiaro che quello viene prima del rapporto professionale. Anche a Caserta abbiamo fatto risultati importanti: quando arrivammo la prima volta c’era davvero il deserto dal punto di vista sportivo. Stiamo crescendo, e i risultati ci danno ragione. Vedremo dove arriveremo, sicuramente da parte mia c’è la volontà di proseguire sia con la Casertana sia con Lombardi, e ci aspettiamo anche da Caserta una collaborazione: gli obiettivi che ci stiamo ponendo devono vedere coinvolte tutte le componenti, tifoseria, amministrazione e tutto il tessuto sociale”.

Lei è un ex calciatore della Nocerina, nella stagione 1994-1995 lei vinse un campionato di C2. Quanto le fa male sapere che la Nocerina è precipitata in Eccellenza?

“E’ una brutta cosa. La società sta pagando per quello che è successo a Salerno, che è stato forse la punta dell’iceberg di una cattiva gestione di quel periodo dal punto di vista dirigenziale. L’errore a monte è stato appunto l’aver pensato che si potesse fare a meno di figure professionali importanti in società”.

Lei conosce il pubblico di Nocera. Recentemente gli ultras hanno deciso di disertare le partite, ma che consiglio darebbe per fare in modo che la Nocerina possa risalire?

“Si devono creare le condizioni giuste affinché gli imprenditori possano pensare di investire nella Nocerina, e bisogna creare un ambiente positivo. Non ci devono essere sempre polemiche e tensioni, che possano prevalere su quello che è il calcio giocato. A Nocera bisogna resettare un po’ tutto, e da parte dei tifosi un atteggiamento un po’ distensivo sarebbe giusto”.