Per quale motivo Francesco Corapi non dovrebbe essere squalificato dalla Disciplinare? A spiegarlo è proprio il legale che sta seguendo la vicenda, Alessandro Calcagno, contattato in esclusiva da Tuttonocerina.com: Calcagno sostiene che i termini per avviare le indagini erano già scaduti da tempo, e che quindi altri casi di giustizia sportiva (anche più famosi) si erano conclusi con le assoluzioni degli imputati. Quindi la difesa spera nel rispetto del principio di uguaglianza. “Non sapremo prima di lunedì quale sarà la decisione – spiega Calcagno – Siamo comunque fiduciosi in un’assoluzione piena di Francesco Corapi. Questo perché nell’ambito del procedimento sono stati violati i termini per le indagini, e di conseguenza, come è stato deciso in occasione di altre situazioni di questo tipo, il procedimento deve essere archiviato per improcedibilità: il ragazzo non deve essere giudicato”. Calcagno per approfondire la vicenda fa appello al regolamento federale. “Il Codice di giustizia sportiva all’articolo 32 prevede dei termini per lo svolgimento delle indagini; il numero 38 ci indica che tutti i termini sono perentori, quindi la loro violazione comporta l’inammissibilità e l’improcedibilità del deferimento. Questo non è Alessandro Calcagno che lo dice, ma ci sono svariate decisioni dell’organo che giudicherà Corapi: i Gaucci sono stati assolti per improcedibilità in conseguenza della violazione dei termini dell’indagine, stessa cosa per Leonardi… Insomma, casi eclatanti che hanno visto l’assoluzione di queste persone. Nel caso di Corapi abbiamo il termine per le indagini che scadeva il 30 giugno 2011, e l’elemento che a detta dell’accusa comprova la violazione di Corapi, che è lo scarico del modello contrattuale, è stato acquisito quattro mesi dopo lo spirare delle indagini. I casi sono due: o Francesco va assolto, o ci devono spiegare perché se arriva Gaucci o Leonardi essi sono assolti, e se arrivano calciatori questi sono condannati”. E se nella peggiore delle ipotesi arrivasse la squalifica? “In quel caso impugneremmo il provvedimento in Corte di giustizia, cercando in quella sede la giustizia che eventualmente non ci avessero riconosciuto in questo grado attuale”.

 

Sezione: Esclusive TN / Data: Ven 08 febbraio 2013 alle 22:00
Autore: LUCA Esposito
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