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SACCHI: "Il nostro calcio è vecchio e arretrato"
11.09.2012 23:30 di Luca Esposito
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Il profeta, il magnifico rettore ma anche l’integralista: Arrigo Sacchi a Cava, all’Holiday Inn per parlare di differenze tra il calcio giovanile italiano e quello internazionale. C’è stato un fuori programma nella mattinata di dibattito metelliano che ha preceduto l’amichevole del Lamberti tra l’Italia Under 19 di Evani ed il Portogallo (2 a 0 il isultato finale grazie alle reti di Frediani e Rozzi). Sacchi per una bella mezz’ora è tornato a fare semplicemente l’allenatore, munendosi di pennarello e foglio, spiegando calcio. E’ rimasto fedele a se stesso ed alle sue idee: "Calcio d’attacco, il pallone l’ho sempre voluto tenere io, fin da bambino. Il calcio è un gioco di squadra. E’ un’orchestra che deve avere strumenti accordati e buoni maestri. Affidarsi al singolo non serve. Il singolo salva se stesso ma non ti fa vincere". Le sue preferenze attuali? Eccole: "Quel che fa Prandelli con la Nazionale, la Juve di Conte, le squadre di Zeman ed anche quello che stiamo cercando di innovare nel Club Italia a livello di nazionali giovanili". Parla appunto della sua missione di responsabili delle squadre azzurre baby: "Dobbiamo recuperare terreno sul resto d’Europa. Il nostro è un paese vecchio e arretrato anche nel calcio. Occorrono centri di formazione, didattiche adeguata e soprattutto sono necessari maestri all’altezza della situazione in ogni società, senza badare al risultato immediato ma pensando ai programmi, alla prospettiva". Altre notizie - Notizie
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