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RITIRO: un "Fuori Sede" in visita ai molossidi Roberto Ferrara del gruppo "Fuori sede Nocera"
17.07.2012 21:00 di Giuseppe Nocera
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In questo piccolo borgo della Tuscia viterbese, immerso nel verde dei boschi secolari di San Martino al Cimino, a 600 mt di altitudine, la quotidiana attività della popolazione locale, da un paio di giorni, è stata animata dai tifosi rossoneri, saliti nell’alto Lazio per vedere da vicino i loro vecchi e nuovi beniamini impegnati nei faticosi ritmi imposti dal mister Auteri. La seduta mattutina di allenamento è stata particolarmente diretta a rinforzare l’aspetto fisico di ciascun giocatore ed a permettere allo staff tecnico di capirne le qualità e le caratteristiche degli elementi a disposizione. Prima di decidere l’obiettivo tattico ed in particolar modo il futuro schieramento sul campo, abbiamo visto il mister accennare ai principi basilari dei movimenti fisici, soffermandosi più a lungo con i nuovi. La vecchia guardia, ben conscia dei metodi, ha seguito con rigore le direttive del mister ma, nel contempo, non ha disdegnato di lanciare qualche benevole consiglio alle nuove leve. Finalmente, al rompete le righe, tutti sono corsi nelle loro camere d’albergo a cercare un po’ di sollievo per le fatiche ed a prepararsi per il pranzo. Alcuni non sembravano particolarmente affaticati, tipo capitan Bruno, Di Maio o De Franco, giunti alla quarta preparazione auteriana e volentieri si sono concessi allo scambio di due parole con i tifosi giunti con le famiglie al ritiro, non omettendo di farsi fotografare con i fans più piccoli, emozionati nel vedere da vicino i loro idoli. A questo proposito, approfittando della pausa per consumare il pranzo, abbiamo un po’ curiosato, con il cordiale personaledella struttura alberghiera del “Balletti Park Hotel”, alla ricerca di notizie sulle abitudini dei calciatori. Abbiamo così carpito delle “simpatiche” difficoltà iniziali nel trovare una sistemazione adatta per lo spilungone del gruppo (Gianvito Plasmati con i suoi quasi due metri) o nel chiamare il nuovo arrivato Còrapi o Coràpi. E anche a tavola qualche dettaglio stravagante come alla necessità di garantire tanta frutta fresca a disposizione degli atleti e all’interessamento del mister nella preparazione del cibo e nel non “eccedere” nelle dosi. Il clima che si è respirato è sereno e su tutti regnava una completa tranquillità spezzata solo, come trapelato da alcuni di loro, dalla speranza in un corso, veloce e giusto, della giustizia sportiva. Di seguito la photogallery realizzata da Roberto Ferrara:
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