| INTERVISTE ESCLUSIVE |
LAMBERTO LEONARDI A TN: "La Lega ci ha strappato la serie B già una volta!"
02.07.2012 22:00 di Vincenzo D'Auria
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E' stato prima giocatore di squadre come Roma, Juventus e Atalanta ora allenatore di navigata esperienza. E' Lamberto Leonardi che, tra le tante squadre tra cui ricordiamo Salernitana, Foggia e Torres, ha allenato la Nocerina in due occasioni, nelle stagioni 1981-1982 e 1993-1994. Il ricordo. Dal sapore agrodolce la prima esperienza in rossonero, la Nocerina si gioca in un memorabile testa a testa col Campobasso il secondo posto valido per la promozione in serie B. La penultima giornata vede la squadra molisana giocare in trasferta a Casarano, mentre la Nocerina si recherà a Ponticelli per affrontare il Campania. Entrambe le partite saranno caratterizzate da intemperanze delle tifoserie locali: in Puglia, un calciatore del Campobasso verrà colpito da una pietra diretta verso l'autobus della squadra, in Campania la tifoseria casalinga invade il campo, facendo anche interrompere una partita che, fino a quel momento, vedeva la Nocerina in vantaggio. La Lega respingerà il ricorso dei molossi ma accetterà quello dei lupi, Campobasso in serie B e Nocera in stato di assedio. Leonardi ha avuto una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, ha guidato la Paganese ed il Latina dalla serie D alla serie C2, ed ha ottenuto diversi piazzamenti importanti come il terzo posto in serie C1 col Francavilla o con la stessa Nocerina. I suoi anni migliori sono però quelli trascorsi in Sardegna alla guida del Sassari Torres, dove ha avuto il merito di lanciare un giovanissimo Gianfranco Zola. Mister Leonardi si presenta come un uomo di calcio navigato, parla a raffica, felice di poter condividere con noi i suoi ricordi. Non ha peli sulla lingua e lo dimostra subito, attaccando il sistema calcio e la Lega, quegli stessi organi che, ironia della sorte, si stanno rendendo protagonisti dell'ennesima beffa verso la squadra molossa. Un tempo fu un ricorso rifiutato, oggi sono dei patteggiamenti al limite del grottesco; passano gli anni ma non cambia la sorte di una squadra, quella nocerina, che da sempre ha dovuto combattere contro qualcosa di più grande e forte di lei per potersi affermare. Buongiorno mister Leonardi, lei ha allenato a Nocera in due occasioni, che ricordi ha delle sue esperienze in rossonero? "È stata un' esperienza bellissima però allo stesso tempo traumatica. La mia prima stagione a Nocera coincide con quella del mancato spareggio con il Campobsso, quell'anno ci tolsero la serie B. Ricordo con piacere anche la seconda esperienza, facemmo un campionato eccezionale, ma è ancora degli anni '80 che voglio parlare, fummo distrutti dalla Lega. Il Campobasso vinse a tavolino, mentre a noi ci fecero pareggiare a Ponticelli una partita infinita, in campo c'era di tutto. Pareggiammo 3 a 3, stavamo vincendo, ma fecero durare la partita 3 anni, finchè non segnò la squadra di casa e ci preclusero il passaggio in B". Come ricorda il pubblico di Nocera? Si era instaurato un bel rapporto con lei? "I Nocerini sono eccezionali, mi hanno voluto sempre bene, anche quando sono tornato da avversario. Per me venire a Nocera, di tanto in tanto, è sempre un'esperienza bellissima. Quando vado a Salerno o in Costiera Amalfitana, faccio sempre il giro lungo per passare da Nocera, invece di attraversare Castellammare (ndr ride)". Se ha seguito il campionato che si è appena concluso, ci saprà dire cosa secondo lei non ha funzionato... "Ho visto qualche partita, ma non posso esprimere un giudizio senza aver seguito l'intero campionato. Devo ammettere però che è un peccato, l'anno scorso era stato perfetto, bastava un po' di intelligenza, Nocera ha un pubblico che merita la serie B. Con la scomparsa di Salerno dal calcio che conta, era la Nocerina la squadra più importante della zona ed è un peccato che sia retrocessa, con la Juve Stabia che, nel frattempo, a pochi chilometri di distanza, stava facendo un gran bel campionato". Lei fa calcio da tanti anni, dall'alto della sua esperienza ci riveli qual è il modo giusto per ripartire dopo una delusione così grande come una retrocessione... "Il campionato di C1 non è più così difficile come un tempo secondo me. Con l'esperienza guadagnata in questi due anni, mantenendo lo zoccolo duro della squadra e prendendo giovani di prospettiva si può tornare subito su. Sono proprio i giovani che fanno vincere i campionati, bisogna saper scegliere quelli che fanno la differenza. Soltanto chi ha i giovani interessanti ha speranze di essere promosso, in caso contrario si rischerebbe di andare in campo con uno o due giocatori in meno, con ragazzi inadeguati per la categoria, è un bel rischio". Cosa pensa di questa vicenda del "calcioscommesse", l'ennesimo scandalo all'italiana? "Mi viene da dar fuori, vedo cose che non possono esistere, troppi risultati assurdi. Io adesso non scommetto nemmeno più perchè non ci prendo mai, è impossibile (ndr ride). Ricordo i troppi pareggi del Gubbio a promozione quasi acquisita, due anni fa, anche se ci poteva stare un calo alla fine, così come non posso spiegarmi l'Albinoleffe di quest'anno con così pochi punti. Succedono troppe cose strane in questo calcio ed in serie B in particolar modo. Se si continua così il calcio minore rischia di scomparire, mi sembra tutta una presa in giro. D'altronde è questo il motivo per cui ho smesso di allenare. Io non mi sono mai piegato, ho sempre lavorato per coscienza. Se avessi ascoltato qualcuno, a quest'ora sarei ancora su una panchina, ma posso dire di poter camminare a testa alta". Lei ha allenato il Sassari Torres di un giovanissimo Gianfranco Zola, che calciatore era? "Io ho subito capito che avrebbe fatto la differenza, ma non potevo pensare che sarebbe arrivato così in alto. Gianfranco è una persona ineguagliabile, eccezionale, il ragazzo migliore che io abbia mai allenato, sia come uomo che come atleta. Stiamo parlando di una persona che ha avuto il merito di non far rimpiangere Maradona ai napoletani". Fatte le dovute proporzioni, non le ricorda un po' il nostro fantasista Roberto Merino? "Magari in qualcosa, alla lontanissima, può ricordarlo, ma Zola non si può paragonare a nessun altro". Ora che non allena più, come impiega il suo tempo? Che progetti ha per il futuro? "Ogni tanto partecipo a qualche trasmissione sportiva nelle televisioni private, ma principalmente mi godo la famiglia. Quello che mi auguro è che la salute non mi abbandoni mai. Per tornare ad allenare ho bisogno di trovare una squadra che mi piaccia, una società seria, un progetto ambizioso, ma sarà molto difficile che questo accada".
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