| INTERVISTE ESCLUSIVE |
SALVATORE D'ANGELO A TN: "Quanti ricordi in rossonero, giusto ripartire da Auteri"
07.06.2012 20:00 di Gerardo Boffardi
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Cinque stagioni con la Nocerina, condite da 82 presenze, ed il vanto di aver vestito il rossonero contro la Juve nella storica sfida di Coppa Italia, ma non bastano questi numeri a racchiudere la storia a Nocera di Salvatore D'Angelo. Una B sfiorata con la Ternana e tantissime emozioni nelle sue cinque annate in rossonero. Non solo Nocerina però nella sua lunga carriera, partita dal Nola e terminata al Fondi in Serie D, passando per Castel Di Sangro, Palmese, Lodigiani e Melfi, con più di 200 partite giocate tra i professionisti. Poi il passaggio dall'altro della scrivania con il Fondi conquistando la storica promozione in C2 da direttore sportivo e l'approdo all'Avellino nella nuova veste di allenatore. Una carriera, quella da tecnico, per la quale D'Angelo non nasconde la sua passione e voglia di mettersi in gioco dopo un anno sabbatico, ma anche consapevolezza di dover fare ancora tanta gavetta. "Solo col lavoro si riescono a raccogliere i risultati", questo must della sua vita calcistica, D'Angelo l'ha portato con sè in panchina. Di seguito le parole rilasciate dall'ex rossonero in esclusiva a Tuttonocerina.com: Buonasera D'Angelo, cinque stagione con la Nocerina e tantissimi ricordi. Quando le dico Nocera lei cosa pensa? "A Nocera io mi sono affermato come giocatore e sono cresciuto come uomo. Avevo già avuto esperienze tra i professionisti, a Nola e Castel Di Sangro, prima di vestire la casacca rossonera, ma la Nocerina è stata la mia grande opportunità". Un'esperienza a due facce, splendida e positiva nei primi tre anni e sicuramente negativa al suo ritorno... "Si, il primo anno (1996-1997 ndr) arrivammo a confrontarci con la Juventus in Coppa Italia, dopo aver battuto il Piacenza ed il Perugia, che emozione quella gara. L'anno successivo arrivammo allo spareggio promozione con la Ternana, purtroppo perso, e poi il terzo anno sfiorammo d'un soffio i play-off. Quando ritornai (2001-2002 ndr), dopo appena 7 partite mi feci male al ginocchio contro il Pescara. Da là iniziò il mio calvario, sono stato costretto ad operarmi tre volte ai legamenti. Fortunatamente la mia carriera dopo è continuata, ho avuto esperienze importanti con Palmese, Mefi ed infine il Fondi". Proprio da Fondi è cominciata la sua carriera da dirigente... "Si, avevo deciso di smettere per i tanti infortuni ed il Fondi mi ha dato la possibilità di lavorare come Direttore Sportivo. Al primo colpo siamo riusciti a centrare una storica promozione tra i professionisti. Poi nella passata stagione la chiamata dell'Avellino, da allenatore dove penso di aver fatto bene. Quest'anno sono rimasto fermo perchè a volte nel calcio devi dire anche di no a certe proposte per non rischiare di bruciarti la carriera". La sua prospettiva futura è quella di continuare ad allenare? "Sicuramente, finchè c'è la passiano si va avanti, quando invece le motivazioni finiscono è meglio chiudere qualsiasi discorso. Non ho nessuna preclusione di categoria per la prossima stagione, spero solo di trovare qualche squadra che mi consenta di esprimere le mie idee calcistiche. Per un allenatore è indispensabile riuscire a trasmettere il proprio pensiero ai calciatori". Da tecnico come valuta la scelta della Nocerina di puntare ancora su Gaetano Auteri nella prossima stagione? "Secondo me l'errore è stato fatto quando s'è deciso di mandare via Auteri durante lo scorso inverno. Ovviamente non conosco i meccanismi interni che hanno portato a quella decisione, ma secondo non si doveva operare così. Auteri è un tecnico preparato, un ottimo allenatore ed è molto quotato in Prima Divisione. Secondo me può far bene con la Nocerina l'anno prossimo. Il livello della Serie C, come la chiamiamo noi nostalgici, è calato molto. Oggi si può far bene anche con squadre costruite attorno a quattro, cinque calciatori d'esperienza e tanti giovani. Personalmente da calciatore ho vissuto entrambi i contesti, con squadre costruiti da giocatori navigati e altre con ragazzi sconosciuti e devo dire che si possono raggiungere traguardi importanti in entrambi i casi. Bisogna fare le scelte giuste". Una provocazione, come valuterebbe la possibilità di allenare la Nocerina? "Come farei a dire di no ad una richiesta del genere. Al momento però npn penso di essere all'altezza di una piazza come Nocera, ma in un futuro spero di poter arrivare ad un traguardo così importante". Infine una parola per descrivere il suo rapporto con i tifosi.. "Ho un ricordo bellissimo della tifoseria di Nocera, sono sempre stati passionali e legati ai colori rossoneri. Mi è dispiaciuto però non essere stato invitato al festeggiamento per i 100 anni della Nocerina, forse avrei meritato un invito visti i miei trascorsi a Nocera ed in qualche modo ho contribuito anche io alla storia della squadra. Purtroppo è andata così, ma il mio amore per la Nocerina rimane immutato". Altre notizie - Interviste Esclusive
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