Andrea Abodi
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
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Il processo sullo scandalo del calcioscommesse è in pieno svolgimento, scuotendo il mondo del calcio. Il campionato interessato in prima persona è sicuramente quello di Serie Bwin, per il grande numero di squadre coinvolte, ed i colleghi di Grossetosport.com hanno contattato in prima persona il presidente della Lega di B, Andrea Abodi. Questa l'intervista integrale:
Allora, presidente Abodi, le sembra che il processo sportivo in atto a Roma stia rispondendo alle aspettative della Lega di Serie B?
"E’ presto per dirlo, innanzitutto perché il processo in questione non è terminato e poi per il fatto che si tratta solo del primo grado di giudizio. Diciamo che come Lega di Serie B speriamo che da questo dibattimento esca una giustizia giusta e che si possa fare veramente pulizia".
Camilli ha detto che moralmente non avrebbe voluto patteggiare, ma che ha accettato di farlo facendo prevalere la ragione. Lei, invece, che conosce a fondo la situazione, reputa equa la pena inflitta al Grifone?
"Guardi, rispetto le decisioni degli organi competenti, per cui, prendo atto della decisione presa nei confronti del Grosseto. Tuttavia, proprio perché conosco la situazione, penso che sulla mitezza della pena inflitta al club unionista abbiano influito la credibilità e le attenuanti presentate dalla proprietà biancorossa. E’ indiscutibile, infatti, che la società presieduta da Camilli abbia fornito prova di comportamenti ed atti formali tipici di un club serio e responsabile. Ecco perché, nonostante la quantità delle partite nelle quali si contesta la responsabilità oggettiva indiretta al Grosseto e il cospicuo numero di giocatori biancorossi implicati nello scandalo, la pena comminata al club unionista è stata così mite".
Si sentono tante voci, ma ancora non è chiaro come stanno le cose. Insomma, il patteggiamento del Grosseto, dal punto di vista giuridico, è impugnabile o no?
"No, dal punto di vista giuridico il patteggiamento in questione non è impugnabile".
Capitolo “collaboratori” di giustizia sportiva. Secondo lei tali soggetti sono credibili o no? Mi riferisco, ad esempio, a Joelson, che prima ha affermato una cosa, salvo poi, a distanza di mesi, sostenerne un’altra per chiamare in causa proprio Camilli.
"La credibilità dei cosiddetti “collaboratori” va misurata con la coerenza delle loro dichiarazioni. Credo, ad esempio, a quei soggetti che una volta pentitisi, decidono di collaborare fattivamente, mentre non credo affatto a quelli che fanno i pentiti a singhiozzo. Beh, su questi ultimi, sinceramente, ho forti dubbi".
Verrà rivista o no l’ingiusta norma della responsabilità oggettiva? In caso affermativo, quando e come?
"Innanzitutto, è bene precisare che, come per tutte le norme esistenti, anche quella sulla responsabilità oggettiva va conosciuta, rispettata ed applicata. Solo successivamente a queste fasi possiamo pensare di cambiare una norma. Nel caso specifico, credo che sarà necessario trovare il modo di rendere meno rigido il principio della responsabilità oggettiva, soprattutto di fronte a società che sapranno dimostrare di aver messo in atto tutte le misure possibili e lecite di controllo sui propri tesserati. Il tempo giusto per certe modifiche, però, non è adesso, ma dopo i processi".
A Grosseto, tutti, ma proprio tutti, si sentono vittime di un’ingiustizia, eppure alcuni organi d’informazione nazionale hanno fatto e stanno facendo passare il Grifone come colpevole. Sa dirci il perché?
"Perché non si vogliono cercare la verità e la giustizia. Qui non ci sono solo interessi personali in ballo, ma anche generali, pertanto, quando chi fa informazione si schiera prestandosi o piegandosi a difesa di interessi particolari, la verità sfugge e si distorce la realtà".
Visto l’andamento del processo di Roma, probabilmente diverse squadre partiranno ad handicap. Non crede che il campionato di B sarà inevitabilmente falsato?
"Quante e quali squadre partiranno penalizzate lo sapremo solo a processo concluso. Quello che le posso dire è che come Lega di Serie B vorremmo che a parlare fosse solo e soltanto il campo, ma sappiamo anche che non c’è altro modo di rendere afflittive le pene se non quello di dare dei punti di penalizzazione ai club coinvolti nella vicenda. Dunque, dovremo convivere con tanti segni “meno” per tutto il prossimo campionato. Speriamo solo che da questa situazione ci possa essere una rigenerazione del sistema calcio".