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GALDERISI: "Allenare la Nocerina? Chi non lo vorrebbe"
29.05.2012 21:00 di Luca Esposito
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Hanno commosso tutta l'Italia del calcio le lacrime versate dal tecnico della Triestina, Giuseppe "Nanu" Galderisi, al termine del match tra i "muli" ed il Latina. Gara che ha sancito la retrocessione in Seconda Divisione della compagine biancorossa, relegando in uno stato d'amarezza incredibile il trainer di Salerno scoppiato in lacrime al fischio finale e sommerso dall'abbraccio dei suoi giocatori. Una scena commovente, vera e semplice, che non si vede spesso sui campi di calcio e che, in un periodo di "crisi" dei valori come questo, riporta il pallone nella sua sfera di competenza: amore e passione pura. I colleghi di TuttoLegaPro.com hanno contattato in esclusiva Galderisi, che si è detto subito disposto a parlare con noi nonostante il momento delicato anche per il terremoto: "E' sempre un piacere parlare con un conterraneo, anche per distrarsi dalle scosse". Questa l'intervista integrale rilasciata dal trainer ai nostri microfoni: Buonasera Galderisi, partiamo da quelle lacrime che hanno commosso tutti...
"Sono state lacrime scaturite da sette mesi travagliati. A Ottobre ero arrivato in una squadra che voleva vincere il campionato e poi ci siamo ritrovati a lottare per i play-out ed infine retrocessi. Una società che purtroppo col tempo è diventata una presenza fantasma. Io e il mio gruppo di calciatori ci abbiamo rimesso anche in termini economici e vedere tutto vanificato mi ha riempito il cuore di una tristezza incredibile. Io non sono abituato a perdere, il calcio mi ha regalato sempre più sorrisi che lacrime, ma la retrocessione è stata una sofferenza unica. Ho avuto sempre allenatori che mi hanno insegnato a lottare e tener duro, come Bagnoli, e quelle lacrime non sono un segno di debolezza. Solo a Pescara (stagione '08-'09 ndr) ho vissuto un'annata simile, il Venerdì non sapevamo nemmeo dove poterci allenare. Ora il Pescara si trova in Serie A ed io mi auguro che anche la Triestina possa avere questo percorso. Fa male vedere una società con questa storia in Seconda Divisione".
"Si, ho già sentito qualche compagine di Prima Divisione, ma non ho ancora preso accordi con nessuna. Dico soltanto che quest'esperienza non mi ha demoralizzato, anzi mi ha dato ancora più voglia di vincere per non riprovare quell'amarezza. Uno stimolo in più per fare bene per qualunque squadra voglia puntare su di me". Altre notizie - Notizie
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